La crisi si fa sentire in Piemonte, anche se si analizza la situazione per gli immigrati.
Lo svelano i dati della Banca d’Italia elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, che analizzano l'andamento delle cosiddette "rimesse", ovvero i soldi che gli stranieri hanno mandato a casa, nei Paesi d'origine. E se nell'arco di dieci anni si evidenzia una forte crescita, negli ultimi 12 mesi ecco l'inversione di tendenza.
Piemonte settimo in Italia
In Piemonte, in particolare, nel corso del 2025 si sono registrate rimesse per 478 milioni di euro, pari al 5,5% del totale nazionale. In aumento del +29,5% in dieci anni, appunto, ma in calo del -2,4% rispetto al 2024.
Siamo la settima regione a livello italiano dopo Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Campania e Toscana.
Torino quarta provincia
A livello di province Torino registra la quarta posizione dopo Roma, Milano e Napoli. Il totale è di 263 milioni di euro, pari al 3,1% del totale italiano e in aumento del +29,1% sul 2015. Ma anche in questo caso si registra un calo sul 2024 (-2,6%).
Una situazione simile alle altre province piemontesi, anche se per volumi inferiori: Cuneo conta 67 milioni e un calo del 2,8%, Novara 46 milioni e un calo del 2,6. Alessandria registra 44 milioni (-1,8%) e Asti 19 milioni (-3,1%). Cala anche Vercelli (16 milioni e -1,5%, mentre Biella va in controtendenza crescendo di mezzo punto e portandosi a 13 milioni. Cala infine il Vco, con 10 milioni e -2,2%.
Bangladesh, ma anche India e Sri Lanka
A livello nazionale, nel 2025 sono stati pari a 8,6 miliardi i risparmi inviati in patria dagli immigrati in Italia. Di questi, 1,7 miliardi verso il Bangladesh. In crescita India e Sri Lanka, in calo l’Est Europa.
Complessivamente, dopo il picco massimo del 2011, il volume delle rimesse ha subito un calo progressivo fino al 2017, per poi risalire fino al 2021. Dal 2021 si registra una lieve risalita dei valori nominali, che però risulterebbero in calo in caso di rivalutazione. In ogni caso, negli ultimi tre anni i valori sono sostanzialmente stabili anche con la rivalutazione, arrivando nel 2025 a 8,6 miliardi.
Circa 134 euro al mese
Mediamente ciascun cittadino immigrato invia in patria 134 euro al mese. Osservando le prime 20 comunità straniere presenti in Italia, i valori massimi si registrano tra i cittadini del Bangladesh (658 euro mensili pro-capite). Anche le Filippine registrano valori superiori a 300 euro mensili pro-capite. Nettamente sotto la media, invece, i Paesi del Nord Africa (Marocco, Tunisia, Egitto) e quelli dell’Est Europa (Moldavia, Ucraina, Romania).
Secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa, “le rimesse inviate in patria dagli immigrati residenti in Italia si confermano uno strumento fondamentale di sostegno alle famiglie nei Paesi d’origine e contribuiscono a soddisfare bisogni di base e sostenere piccole spese straordinarie, come ad esempio spese sanitarie o scolastiche. Nel 2025 il volume complessivo ha raggiunto 8,6 miliardi di euro, ben al di sopra rispetto alla spesa italiana per la cooperazione internazionale allo sviluppo (circa 6 miliardi)”.