Tantissime personalità del mondo della politica, dell'imprenditoria, dello spettacolo e tanta, tanta gente comune a Pollenzo, nel quadrilatero dell'Agenzia, dove è in corso la cerimonia di commemorazione di Carlo Petrini, morto all'età di 76 anni.
Visionario, fondatore di Slow Food e dell'Università di Scienze Gastronomiche, capace di interloquire con i grandi della Terra senza mai perdere di vista il legame con il mondo contadino, di cui è stato strenuo cantore e difensore, Petrini lascia un'eredità straordinaria, che non va in alcun modo dispersa.
Quello di oggi è il momento del saluto collettivo, in quel luogo bellissimo che aveva contribuito a creare, dove tutto parla di lui e della sua capacità di "raccogliere realtà seminando utopia", concetto a lui molto caro e scelto per condensare il suo impegno decennale per un cibo buono, pulito e giusto.
Nessuno, più di lui, ha saputo rappresentare la voce di una gastronomia che unisce territorio, cultura e responsabilità ambientale, trasformandola anche in un atto politico.
Tra i presenti tanti sindaci, autorità, istituzioni e rappresentanti del mondo della cultura e dell'imprenditoria.

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Nelle prossime ore il servizio completo di Cristiano Sabre.












