Più alberi e meno automobili davanti alle scuole. Attraversamenti più sicuri, piste ciclabili leggibili, spazi dove poter aspettare un autobus senza restare in mezzo al traffico. Ma anche aree in cui fermarsi, incontrarsi o semplicemente vivere lo spazio pubblico senza attraversarlo di fretta.
Dentro AlbAttiva, il progetto promosso dal Comune di Alba sulla mobilità sostenibile, stanno emergendo anche le idee e le criticità evidenziate direttamente dagli studenti coinvolti nei laboratori delle ultime settimane.
Ragazze e ragazzi del Cocito, del Gallizio, dell’Einaudi e della Macrino hanno partecipato a passeggiate urbane e attività di progettazione condivisa lungo corso Europa e viale Banska Bystrica, osservando gli spazi davanti agli istituti scolastici e provando a immaginare come potrebbero trasformarsi.
Molte osservazioni si concentrano sul rapporto tra traffico e vivibilità urbana. Gli studenti descrivono aree spesso congestionate negli orari di ingresso e uscita da scuola, con poco spazio dedicato a pedoni, biciclette e momenti di permanenza.
Per lavorare su questi temi il progetto ha utilizzato anche strumenti di immedesimazione. I partecipanti hanno assunto il punto di vista di persone differenti: studenti che si spostano in bici, anziani, utenti del trasporto pubblico, automobilisti o cittadini con difficoltà motorie temporanee e permanenti.
Un lavoro che ha fatto emergere una richiesta trasversale: spazi pubblici più inclusivi e meno costruiti esclusivamente attorno alle auto.
Tra le proposte raccolte ci sono più verde e ombreggiatura nelle aree scolastiche, percorsi più sicuri per chi si muove a piedi o in bicicletta, riduzione della pressione del traffico e nuovi spazi di socialità.
L’assessore alla Mobilità Edoardo Fenocchio considera il coinvolgimento degli studenti uno degli aspetti più importanti di AlbAttiva: “I ragazzi stanno facendo qualcosa di pratico e concreto per immaginare spazi pubblici più fruibili sotto il profilo della socialità e degli spostamenti a piedi e in bicicletta”.
Il progetto punta infatti a costruire una riflessione collettiva sulla città, cercando di coinvolgere chi vive quotidianamente quegli spazi e non soltanto tecnici o amministratori.
Le idee emerse nei laboratori saranno ora alla base della sperimentazione urbana temporanea prevista dal 26 maggio fino alla chiusura delle scuole. Una fase in cui alcune modifiche agli spazi pubblici verranno testate direttamente sul campo per verificare possibili soluzioni future.