Non è vero che gli Italiani non vogliono figli, anzi. È che ci sono troppe difficoltà, troppi ostacoli. La maternità e la paternità non sono agevolate, in nessuna maniera.
Lo dice l’Istat che ha fotografato un Paese dove 6,6 milioni di persone dichiarano di aver rinunciato ad avere quei bambini che desideravano.
Hanno rinunciato ad avere i figli (62,2%) per problematiche di varia natura, a partire dalla sfera economico-lavorativa. Per quasi 2,8 milioni di persone, cioè oltre quattro su dieci tra coloro che non intendono diventare genitori o avere altri figli, il peso delle difficoltà economiche o la mancanza di certezze lavorative, impediscono che il desiderio diventi intenzione.
Le donne più degli uomini percepiscono come ostacolo l'incertezza lavorativa (13,6% contro il 4% dei maschi); negli uomini, invece, prevalgono le difficoltà economiche (39,3% contro il 27,6% delle donne).
E così l’ Italia è la seconda nazione al mondo per vecchiaia della popolazione. Siamo dietro solo al Giappone.
Con tutti i problemi di assistenza sanitaria e di previdenza sociale che ne derivano.
E intanto – sempre secondo l’ Istat - sono circa 300 i paesi a rischio estinzione in Piemonte, comuni completamente disabitati: vivono l’inverno demografico con 53.019 decessi e 23.839 nascite registrate nel 2025. Le province di Cuneo, Vco e Vercelli sono a rischio molto alto: comuni piccoli e giovani in fuga, età media alta e pochi nati, carenza di servizi essenziali. La provincia più anziana è quella di Biella, con 50,4 anni d’età: seguono Vercelli con 49,6 e Alessandria con 49. Il Torinese si salva grazie alla grande città capoluogo.
Dei 1.180 comuni piemontesi ce ne sono 590 – quasi uno su due - sotto i mille abitanti e paesi come Moncenisio (Torino), il più piccolo con appena 30 abitanti, fra qualche anno, potrebbe scomparire. Stessa sorte per Macra, comune montano del Cuneese che conta 42 anime.
Insomma, non siamo un Paese per bimbi, anche se li vorremmo.