Economia - 01 giugno 2026, 18:48

La soglia della luce: il serramento in legno come elemento compositivo dello spazio

Convegno di architettura · 19 giugno 2026 · Casa Regina Montis Regalis, Vicoforte Mondovì (CN) - Main sponsor: Falegnameria GMG di Dronero.

Un convegno gratuito con crediti formativi per Geometri, Architetti e Ingegneri. 

L'EVENTO: UN INVITO A CAMBIARE SGUARDO

Si terrà il 19 giugno 2026, nella suggestiva cornice della Casa Regina Montis Regalis di Vicoforte Mondovì, il convegno "La soglia della luce" — un appuntamento di alto profilo culturale e tecnico dedicato al ruolo del serramento in legno nell'architettura contemporanea. L'ingresso è libero e gratuito; l'evento accredita 4 CFP per i Geometri e crediti formativi per Architetti e Ingegneri.

Il titolo non è un semplice richiamo poetico. È una precisa dichiarazione di metodo: la luce non è soltanto un dato tecnico da misurare in lux, né una variabile da ottimizzare con formule energetiche. È, prima di tutto, un'esperienza. E l'esperienza della luce prende forma — e acquista senso — nel momento in cui incontra la soglia che la filtra: la finestra, il serramento, l'infisso. Quella membrana sottile tra il dentro e il fuori che, in architettura, è sempre stata molto più di un elemento costruttivo.

Il convegno propone un percorso organico e progressivo: dalla luce come esperienza umana e poetica, alla luce come strumento progettuale, fino alla luce come costruzione tecnica nel rispetto dell'ambiente. Un cammino che intreccia cultura, progetto e prestazione — e che vede protagonisti relatori di assoluta eccellenza, provenienti da esperienze diverse e complementari.

A conclusione del convegno, i partecipanti saranno invitati a visitare un cantiere paradigmatico: la ristrutturazione di un complesso rurale abbandonato nella Valle Casotto, a Monasterolo Casotto, dove della sostenibilità — nei materiali, nelle scelte tecnologiche, nell'approccio progettuale — si fa autentica filosofia costruttiva.

LA SEDE: UN MONASTERO DOVE LA LUCE HA SENSO

Scegliere la Casa Regina Montis Regalis di Vicoforte come sede non è stata una decisione casuale. L'antico monastero cistercense, fondato nel 1602 e oggi struttura congressuale e alberghiera di grande fascino, sorge accanto al Santuario della Natività di Maria SS — uno dei monumenti religiosi più imponenti del Piemonte, celebre per la sua cupola ellittica, quarta al mondo per grandezza, e per il pilone mariano che da secoli richiama pellegrini da tutta la regione.

Gli ambienti della Casa Regina Montis Regalis conservano l'inconfondibile atmosfera monastica: corridoi affrescati, il chiostro dell'antico convento, sale storiche capaci di ospitare fino a 220 persone, come l'Auditorium Bona, e spazi raccolti come la Sala Beata Paola e la Sala Beata Caterina — quest'ultima, un'ex-cappella settecentesca con antichi affreschi sul soffitto. Non potrebbe esserci luogo più adatto per parlare di luce, di soglie, di confini tra spazio sacro e spazio abitabile.

La struttura è immersa nelle dolci colline monregalesi, nel punto in cui le Langhe — Patrimonio UNESCO — aprono verso le Alpi Marittime. Un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza, ulteriore invito a riflettere sul rapporto tra architettura, luce naturale e paesaggio.

 IL TEMA: L'INFISSO COME SOGLIA CULTURALE

L'architettura occidentale ha sempre riservato alla finestra un ruolo ben più profondo di quello puramente funzionale. La finestra è il luogo del dialogo tra l'uomo e il mondo: è il confine poroso tra la protezione dell'interno e l'apertura verso l'esterno, tra la domesticità del rifugio e la vastità del paesaggio.

Nella storia dell'architettura, le grandi stagioni stilistiche si leggono anche attraverso l'evoluzione della finestra: il foro romanico che misura con parsimonia la luce nel buio della pietra; la vetrata gotica che trasforma la luce in racconto e colore; la finestra rinascimentale che inquadra il paesaggio come un dipinto; la grande vetrata moderna che dissolve il confine tra spazio interno e spazio esterno. Ogni epoca ha elaborato una propria poetica della soglia luminosa, e quella poetica ha plasmato — tanto quanto le strutture portanti — l'esperienza dello spazio.

In tempi più recenti, la riflessione sulla finestra si è arricchita di nuove dimensioni: energetica, acustica, qualitativa dell'aria, benessere visivo. Ma il rischio che si è concretizzato in molti interventi degli ultimi decenni è quello di ridurre il serramento a puro dato tecnico — un componente dell'involucro edilizio misurabile esclusivamente in trasmittanza termica e coefficienti di tenuta all'aria. Il convegno "La soglia della luce" nasce proprio per recuperare la complessità di questa soglia: per ricordare che un buon serramento non è soltanto quello che isola meglio, ma quello che abita meglio — che media la luce, modula il suono, filtra l'aria, e costruisce lo spazio nella sua dimensione più piena.

IL LEGNO: MATERIA VIVA PER UNA SOGLIA SOSTENIBILE

Tra tutti i materiali impiegati nella produzione di serramenti, il legno occupa una posizione del tutto particolare. Non è soltanto una scelta estetica — sebbene la bellezza delle fibre naturali, la calore dei toni dorati del larice, la sobrietà elegante del rovere siano elementi di grande rilievo compositivo. Il legno è, prima di tutto, una scelta culturale e ambientale.

Sul piano della sostenibilità ambientale, il legno si distingue come unico materiale da costruzione rinnovabile e a bilancio di carbonio positivo: ogni metro cubo di legno strutturale immagazzina circa una tonnellata di CO₂, sottraendola all'atmosfera per l'intera durata della vita dell'edificio. La produzione di un serramento in legno richiede una frazione dell'energia necessaria per produrre un analogo in alluminio o in PVC, e al termine del ciclo di vita il materiale è completamente biodegradabile o riciclabile.

Sul piano della salubrità degli ambienti interni, il legno è un materiale naturale privo di emissioni di composti organici volatili (VOC), che non contribuisce al cosiddetto "inquinamento indoor". Al contrario, la sua capacità di regolazione igrotermicità — il legno assorbe e rilascia umidità in modo naturale — contribuisce a mantenere un microclima interno equilibrato, riducendo il rischio di condensa e muffe.

Sul piano del comfort acustico, il legno è un materiale con ottime caratteristiche di fonoassorbenza. Un serramento in legno ben progettato, abbinato a una corretta vetratura stratificata, può raggiungere prestazioni di isolamento acustico superiori ai 40 dB, contribuendo in modo significativo alla qualità della vita negli ambienti residenziali, soprattutto in contesti urbani o ad alta densità di traffico.

Sul piano del comfort visivo e della qualità della luce, il legno permette di disegnare telai sottili e modanature accurate che valorizzano il rapporto tra la luce naturale e lo spazio interno. Le fasce, i bordi, le nervature dei serramenti in legno creano effetti di ombra e penombra di grande raffinatezza, impossibili da replicare con materiali estrusi industrialmente.

Sul piano dell'efficienza energetica, i serramenti in legno moderni possono raggiungere valori di trasmittanza termica Uw inferiori a 1,0 W/m²K — il limite prescritto dai nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l'edilizia — grazie a profili a strati con spessori fino a 92 mm e vetri con camera tripla. L'abbinamento legno-alluminio, in particolare, unisce la bellezza naturale del legno all'interno con la durevolezza dell'alluminio all'esterno, garantendo prestazioni di altissimo livello con manutenzione ridotta.

 IL PROGRAMMA SCIENTIFICO: QUATTRO VOCI PER UNA SOLA SOGLIA

Il convegno è strutturato come un percorso coerente e progressivo, articolato in quattro relazioni principali, ciascuna delle quali approfondisce una dimensione diversa del tema. I lavori saranno aperti e moderati da Andrea Dell'Orto, e vedranno i saluti istituzionali di Alessandro Marino, titolare della Falegnameria GMG.

Andrea Dell'Orto  —  La poetica della luce: tra rivelazione e intimità

La relazione di apertura sceglie di non partire dalla tecnica, ma dall'esperienza. La luce, per Dell'Orto, non è mai neutra né autonoma: è sempre relazione, mediazione, trasformazione. La luce prende forma nello spazio attraverso ciò che la filtra, la trattiene e la rende abitabile. La finestra non è un foro nel muro, ma un dispositivo narrativo che racconta il tempo, la stagione, la direzione del sole — e che trasforma lo spazio interno in luogo vissuto, non solo occupato.

In questa prospettiva, il serramento diventa un elemento che "rivela" lo spazio: le ore del mattino sono diverse da quelle del tramonto, l'estate è diversa dall'inverno, una stanza illuminata da nord ha una qualità di luce del tutto diversa da una esposta a mezzogiorno. Progettare la soglia significa fare tutto questo: scegliere come, quando e in quale misura la luce entrerà nello spazio, e che tipo di esperienza produrrà in chi lo abita.

Arch. Mauro Frate  —  La forma delle cose: la luce architetto invisibile

Mauro Frate è architetto e ricercatore di formazione veneziana — laureato con lode allo IUAV di Venezia nel 1989, dove da allora svolge attività di didattica e ricerca. Dal 2009 è titolare dello studio MFa_Mauro Frate architetti e professore contrattista di Composizione architettonica nel corso di laurea in Architettura per la Sostenibilità. È membro della giuria del Wood Architecture Prize, la più importante rassegna internazionale di architettura in legno.

La sua relazione affronta la finestra come dispositivo compositivo fondamentale: "La finestra è espressione di mediazione fra gli spazi: dentro, fuori. Dimensioni e geometrie sono frutto di intento e fissano un principio di misura: la luce non deve invadere, ma disvelare; non deve abbagliare, ma sostenere la visione." Con questa premessa, Frate guiderà i partecipanti attraverso una lettura della finestra come strumento progettuale attivo — non passivo — capace di definire la qualità di uno spazio tanto quanto le sue proporzioni e i suoi materiali.

La profonda competenza di Frate nell'architettura in legno, maturata attraverso collaborazioni con importanti studi internazionali e partecipazione a fiere come Klimahouse di Bolzano, conferisce alla sua relazione una solidità tecnica che si affianca alla sensibilità culturale.

Geom. Andrea Leone  —  Costruire la soglia nel rispetto dell'ambiente

Andrea Leone — geometra e progettista con forte orientamento alla sostenibilità — porta al convegno la voce della pratica professionale quotidiana. La sua relazione affronta il tema del serramento dal punto di vista delle scelte concrete che ogni progettista si trova a compiere: di materiali, di prestazioni, di ciclo di vita. "Progettare il foro finestra significa oggi compiere scelte che non riguardano solo lo spazio abitato, ma il mondo che consegniamo a chi verrà."

Leone, tecnico certificato UNI ISO 17024 quale Esperto in Edilizia Sostenibile, approfondirà i criteri di valutazione ambientale del serramento in una prospettiva LCA (Life Cycle Assessment), illustrando come la scelta del legno — materiale naturale, rinnovabile, a bassa energia incorporata — rappresenti non solo una risposta estetica ma un atto di responsabilità verso il futuro. Sarà anche il relatore che introdurrà la visita al cantiere di Monasterolo Casotto, del quale è tra i progettisti, illustrandone le scelte tecnologiche e costruttive.

Arch. Dario Costamagna  —  Aria, luce, suono… progettare oltre l'ottavo

Dario Costamagna è architetto e consulente CasaClima — una delle certificazioni di qualità energetica e ambientale più rigorose nel panorama dell'edilizia europea. La sua formazione e la sua pratica professionale sono incentrate sulla progettazione integrata, dove l'efficienza energetica, il comfort acustico, la qualità dell'aria e il benessere visivo non sono variabili separate da ottimizzare singolarmente, ma dimensioni di un sistema coerente.

La sua relazione affronta un tema di grande attualità normativa: i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l'edilizia, che oggi impongono ai progettisti il rispetto di standard minimi di illuminazione naturale — almeno 300 lux per il 50% della superficie di riferimento nei locali per almeno la metà delle ore di luce diurna, secondo la norma UNI EN 17037 — e di comfort acustico, definiti dall'acronimo "ottavo" come parametro di riferimento. Come rispettare questi vincoli mantenendo il controllo energetico? Come il serramento può essere protagonista di questa sfida multi-prestazionale? Costamagna offrirà strumenti operativi concreti per rispondere a queste domande.

LA VISITA DI CANTIERE: SOSTENIBILITÀ NON COME SLOGAN MA COME PROGETTO

Al termine dei lavori, i partecipanti saranno invitati a spostarsi per una visita di cantiere particolarmente significativa: il recupero di un nucleo rurale abbandonato nella frazione di Castorello, nel comune di Monasterolo Casotto (CN), in Valle Casotto, a circa 850 metri di quota con vista sul Monviso.

Il complesso — cinque edifici per tredici unità immobiliari, in stato di abbandono da circa venticinque anni — è oggetto di un intervento di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione progettato dallo Studio Associato A_LAB (Arch. Amedeo Giordano, Ing. Guglielmo Marchiò, Geom. Andrea Leone, Geom. Maurizio Pasqual). Il progetto è una riflessione pratica e concreta su cosa significhi fare architettura sostenibile in un contesto di grande delicatezza paesaggistica e ambientale.

Le scelte costruttive adottate parlano con chiarezza: strutture portanti in pannelli CLT (Cross Laminated Timber), isolamento in sughero naturale di 16 cm, coperture a verde estensivo in continuità con il terreno esistente per minimizzare l'impatto visivo, isolamento controterra in ghiaia di vetro cellulare, impianto fotovoltaico con accumulo, pompa di calore per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione meccanica controllata per ogni unità immobiliare, ricarica auto elettriche. I serramenti sono progettati con valori di trasmittanza inferiori a 1,0 Wh/m²K.

Un aspetto particolarmente significativo è l'approccio al rapporto tra preesistenza e nuovo: il progetto non cerca di "mimetizzare" il contemporaneo nell'antico, ma di renderlo riconoscibile e dialogante. Le porzioni storiche vengono conservate nei loro caratteri materici — pietra, legno, coppi piemontesi — mentre le nuove strutture utilizzano il legno in modo contemporaneo, senza ambiguità stilistiche. I nuovi volumi emergono dal suolo con discrezione, coperti da verde estensivo, lasciando intatta la lettura paesaggistica della collina.

Questo cantiere non è semplicemente un esempio di bioedilizia: è una dimostrazione di come la sostenibilità possa essere autentica scelta culturale, non semplice adempimento normativo. La visita permetterà ai professionisti di toccare con mano le soluzioni tecniche adottate e di discuterne con i progettisti.

Il committente e realizzatore: Natural Domus di San Michele Mondovì

La committenza e la realizzazione dell'intervento sui ciabot di Castorello sono firmate da Natural Domus, impresa con sede a San Michele Mondovì (CN), in Via Angelo Nielli 80 — a pochi chilometri da Vicoforte, nel cuore delle colline monregalesi. Natural Domus è una realtà costruttiva di riferimento nel panorama cuneese della bioedilizia, specializzata nella costruzione di abitazioni in legno e in paglia a basso consumo energetico: una scelta tecnologica e culturale che la distingue nettamente dal panorama edilizio convenzionale.

L'azienda opera sul territorio monregalese con una visione imprenditoriale incentrata sulla qualità dei materiali, sulla cura del dettaglio e sul rapporto diretto con il cliente.

L'approccio di Natural Domus non è semplicemente tecnico: è filosofico. Costruire con il legno e con materiali naturali significa fare affidamento su materiali che la natura ha già prodotto, che la terra è in grado di riassorbire a fine vita, e che non lasciano debiti ambientali alle generazioni future. È un modo di costruire che ha radici antichissime — le costruzioni in legno e materiali vegetali sono tra le più longeve della storia dell'architettura vernacolare europea — ma che oggi si esprime con tecnologie, certificazioni e prestazioni energetiche all'avanguardia.

Il legame di Natural Domus con la Falegnameria GMG di Dronero — main sponsor del convegno — è tutt'altro che casuale. Fu proprio Camillo Quarelli, imprenditore e animatore dell'impresa di San Michele Mondovì, a introdurre GMG nel mondo della bioedilizia cuneese oltre quindici anni fa, aprendole le porte a un territorio e a una cultura del costruire in cui il legno e il risparmio energetico non sono mode passeggere, ma valori consolidati.

Un intreccio di storie, competenze e visioni che il convegno del 19 giugno rende ancora più esplicito: la soglia della luce, qui, è anche una soglia di comunità.

 IL MAIN SPONSOR: FALEGNAMERIA GMG DI DRONERO

Il convegno è reso possibile grazie al sostegno della Falegnameria GMG di Dronero, azienda cuneese di riferimento nella produzione artigianale di serramenti e porte in legno di alta qualità. Fondata nel 1982 da Giancarlo e Giorgio in una piccola frazione di Dronero, GMG è oggi guidata da Alessandro Marino, che ne ha saputo conservare l'anima artigianale aggiornandola con una visione moderna e aperta all'innovazione.

Ogni prodotto della Falegnameria GMG nasce nel proprio laboratorio di Dronero, con materie prime selezionate con cura: abete, pino di Svezia, larice, larice BIO, rovere, castagno — tutte le essenze sono certificate CATAS. I serramenti sono realizzati con profili che arrivano fino a 92 mm di spessore, in grado di alloggiare vetri con tripla camera e di raggiungere le prestazioni della classe energetica "casa clima". Una linea speciale in legno BIO è dedicata a baite e chalet di montagna.

Ma ciò che distingue davvero GMG non è soltanto la qualità tecnica dei prodotti: è il modo di lavorare. "Ci piace parlare con i nostri clienti — scoprire le loro necessità, i loro gusti e le loro preferenze. La stessa cura che poniamo nel creare, la mettiamo nel rapporto umano." Questa filosofia, tramandata dai fondatori e viva nell'azienda oggi, si traduce in progetti davvero su misura: non cataloghi da sfogliare, ma soluzioni costruite insieme al cliente e al progettista.

La collaborazione con studi di architettura di alto profilo — in Piemonte, ma anche fuori regione, fino al Trentino e alla Lombardia — è una delle caratteristiche più significative del percorso recente di GMG. L'azienda non si limita a eseguire forniture, ma partecipa attivamente al processo creativo, mettendo a disposizione esperienza tecnica e competenza materiale. Il rispetto per l'ambiente e la riduzione degli sprechi sono tra i valori fondanti: GMG collabora con produttori che combattono il disboscamento e privilegiano le filiere certificate.

Sponsorizzare un convegno come "La soglia della luce" è, per la Falegnameria GMG, un atto coerente con questa identità: contribuire alla formazione della cultura del progetto, alla diffusione di una consapevolezza più profonda sul ruolo del serramento in legno nell'architettura contemporanea, e sul valore dell'artigianalità come risposta di qualità alle esigenze dei professionisti e dei committenti più esigenti.

 CREDITI FORMATIVI PROFESSIONALI

Il convegno è accreditato per il riconoscimento di crediti formativi professionali:

  • 4 CFP per i Geometri iscritti ai Collegi provinciali
  • Crediti formativi per Architetti (CFP OAP)
  • Crediti formativi per Ingegneri (CFP CNI)

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i professionisti e appassionati di architettura. La registrazione è disponibile tramite il QR code riportato in locandina.

INFORMAZIONI PRATICHE

Data: Venerdì 19 giugno 2026

Sede: Casa Regina Montis Regalis — Piazza Carlo Emanuele I, 4 — Vicoforte Mondovì (CN)

Ingresso: Gratuito, previa registrazione

Crediti: 4 CFP Geometri · CFP Architetti · CFP Ingegneri

Parcheggio: Gratuito in loco (capienza fino a 150 auto)

Main sponsor: Falegnameria GMG · Via Tetti Pontebedale 30, Dronero (CN) · https://falegnameriagmg.it/ 

I.P.