Attualità - 03 giugno 2026, 11:07

Valle Varaita: addio a Renato Rinaudo, artista visionario e maestro dell'arredamento

Originario di Brossasco dove aveva il mobilificio era designer, scultore, pittore e appassionato di volo, si è spento a 81 anni. Questa mattina l'ultimo saluto al tempio crematorio di Magliano Alpi

Renato Rinaudo, aveva 81 anni

Si è svolta questa mattina, mercoledì 3 giugno, al tempio crematorio di Magliano Alpi la cerimonia di commiato di Renato Rinaudo, deceduto all’età di 81 anni all’ospedale Santa Croce di Cuneo, domenica 31 maggio, dopo un male incurabile.

Originario di Brossasco con lui se ne va una delle figure più originali e poliedriche della valle Varaita, capace di distinguersi come designer, scultore, pittore, artigiano del legno.

Negli ultimi anni aveva scelto di vivere a Serravalle frazione collinare di Piasco. Dopo la scomparsa della moglie Jacqueline, avvenuta nel 2024 e dalla quale aveva avuto il figlio Gianluca, aveva trasformato la sua abitazione in un luogo che rispecchiava perfettamente il suo carattere libero e creativo. Qui aveva realizzato anche un piccolo campo di decollo e atterraggio per il suo aereo ultraleggero, una passione che lo accompagnava da tempo.

Volare rappresentava per lui molto più di un hobby. – Ricorda la sorella Caterina (anch’essa nota pittrice del Saluzzese, in arte Katarina). Negli ultimi mesi continuava a raccontare con entusiasmo le sue escursioni in Riviera, i voli sulle Alpi e le emozioni che il cielo sapeva ancora regalargli. Amava la libertà e non voleva sentir parlare della malattia. Per me era il fratello maggiore ma anche un grande amico, diventato il punto di riferimento della nostra famiglia dopo la scomparsa di nostro papà Ottavio e di mamma Netta, (mancata nel 2022 all'età di 97 anni). Con me e nostra sorella Mirella faceva di tutto per strapparci un sorriso con la sua simpatia. Aveva sempre una battuta pronta e con lui non mancavano mai le risate. Negli ultimi tempi, per distrarsi dalla malattia ci parlava soprattutto dei suoi voli e dei suoi viaggi: quando librava in cielo si sentiva davvero felice”.

[Renato Rinaudo tra le sorelle Mirella e Caterina]

Dotato di un talento naturale per la scultura e il design, si specializzò nella lavorazione del legno e nell'arredamento. Davanti al suo laboratorio ed esposizione di Brossasco, sulla strada provinciale che porta a Melle ancora oggi si vede un camion parcheggiato con l’insegna che ricorda l'attività svolta per anni, progettava e realizzava mobili, complementi d'arredo e ambienti su misura. Il suo stile, lontano dagli schemi del rustico tradizionale tipico della valle Varaita, era caratterizzato dall'incontro tra tradizione artigianale e ricerca creativa.

La sua notorietà superò presto i confini locali. Renato Rinaudo fu infatti l'anima creativa della ‘Savonnerie Marseillaise de la Licorne’, la storica saponeria francese con sede a Marsiglia. Più che un collaboratore, fu il progettista dell'identità visiva e degli arredamenti dei negozi del marchio. Con il suo gusto raffinato ideò mobili e allestimenti in legno che hanno caratterizzato per anni i punti vendita della catena, compreso quello di Torino in via Lagrange, molto apprezzato per il suo fascino artigianale.

La stessa azienda lo ha ricordato come “artista, designer e creatore di arredamenti straordinari”, sottolineando come abbia lasciato un'impronta indelebile nella storia della saponeria.

Il suo percorso artistico era iniziato in giovane età accanto al pittore Mario Borgna e aveva ricevuto una consacrazione importante nel 1975 con il primo premio alla Galleria Zeus di Rimini.

Nel 2025 la Savonnerie Marseillaise de la Licorne aveva ospitato per tre mesi una mostra delle sue opere all'interno del proprio museo, rendendo omaggio a un artista che aveva contribuito in modo determinante all'identità dell'azienda.

Autentico e anticonvenzionale fino all'ultimo, aveva persino costruito con le proprie mani la bara destinata ad accoglierlo. Un gesto coerente con il suo modo di essere, trasformato in un'ultima opera personale sulla quale desiderava raccogliere le firme delle persone a lui più care.

Lascia il figlio Gianluca con Catherine e le nipoti Sophie e Amelie, le sorelle Caterina con Piero, Mirella con Giorgio, i nipoti Gianmaria e Sabina, la cognata Michelle, i cugini, e tutti i parenti.

Anna Maria Parola