Curiosità - 05 giugno 2026, 14:50

Il coltello Vernantin è del Comune: il proprietario del marchio lo ha ceduto in cambio di un euro

Un coltello che è diventato un simbolo del paese. E che l'amministrazione vuole rilanciare tramite i nuovi "cutlè", autentici depositari dell'arte dei vernantini

“Mio nonno ne aveva uno tutto consumato, chissà quante cose aveva tagliato. Eppure lo teneva come fosse un tesoro: era solo un coltello, non era d’oro. Ci teneva come fosse un amico.” La frase di un anonimo vernantino che rende l'idea di cosa sua uk Vernantin per Vernante: un simbolo della tradizione locale.

Per molte famiglie di Vernante, e non solo, possedere un Vernantin in casa o in laboratorio non significa custodire soltanto un oggetto della tradizione: questo coltello rappresenta ancora oggi una parte importante della vita quotidiana e dell’identità del territorio. 

E forse pochi sanno che lo scorso 19 maggio il sindaco del paese, Gian Piero Dalmasso, ha firmato l’accordo per la cessione del marchio Vernantin dal  signor Giovanni Mondino al Comune di Vernante. 

Il marchio ora è depositato ed intestato nuovamente al Comune. Spetterà alle future amministrazioni provvedere al suo rinnovo. 

Ma qual è la storia di questo famosissimo e pregiato coltello?

A realizzarli da secoli sono i “cutlè”, depositari di un’arte che rappresenta un tratto essenziale dell’identità culturale del luogo. 

In passato non c’era agricoltore della Granda che non avesse almeno un vernantin da usare nei vari lavori di campagna. Da secoli il piccolo comune della Val Vermenagna, oggi più conosciuto come centro di villeggiatura e per i Murales di Pinocchio, ha legato il suo nome a questa attività artigianale svolta con impareggiabile maestria da generazioni di coltellinai vernantesi. 

Al piano terra delle case, lungo via Umberto I, la strada principale del paese, le botteghe dei maestri della lama erano una vicina all’altra. Il mercato era così florido che la produzione non riusciva mai a soddisfare le richieste. Allora più di una ventina erano i coltellinai che lavoravano “a tempo pieno” nella produzione dei vernantin. 

Oggi, purtroppo, i maestri della lama sono rimasti in pochi e non ci sono più giovani che si dedicano a questo lavoro duro e difficile. Eppure, si tratta di una ricchezza che il paese e l’amministrazione comunale non vogliono perdere, consapevoli che con i vernantin scomparirebbe anche un tratto essenziale della sua identità. 

La partecipazione di undici potenziali nuovi Cutlè al laboratorio, seguita con interesse ed entusiasmo, rappresenta per l’amministrazione un segnale incoraggiante. C’è fiducia che da questa esperienza possa nascere un nuovo impulso capace di riportare in auge l’arte artigianale del Vernantin.

Riceveranno gli attestati di frequenza domenica 7 giugno alle 16 presso il Centro incontri del paese, al termine del corso realizzato grazie al contributo della Fondazione CRC e all’organizzazione dell’Istituto AFP di Dronero.

Il sindaco e il gruppo di maggioranza Vernante Vivo, soddisfatti dell’esito del corso, si augurano che questa iniziativa possa favorire la nascita di nuovi artigiani del coltello e contribuire a rilanciare una tradizione che, in passato, ha rappresentato una fonte di reddito per molte famiglie del paese. Sarebbe bello poter rivedere anche una sola bottega di coltelli Vernantin, dove residenti e visitatori possano conoscere da vicino l’arte e la maestria con cui questi coltelli vengono realizzati. 

Il sindaco ha voluto esprimere, a nome dell'amministrazione, un ringraziamento particolare va al Sig. Mondino, che ha scelto di conservare il marchio nonostante le pressioni di alcune aziende del settore e che, grazie al rapporto di fiducia costruito nel tempo proprio con l’attuale amministrazione, ne ha riconosciuto il valore progettuale, cedendolo al prezzo simbolico di un euro. 

L’amministrazione ringrazia inoltre i pochi Cutlè ancora in attività. Tra questi, un riconoscimento speciale va al più longevo, il mitico Mario Vallauri Mario, premiato lo scorso anno per aver saputo tramandare l’arte del coltellinaio. 

Il loro impegno continua oggi a tenere viva la tradizione dei Vernantin e ha offerto nuovo slancio alla formazione di futuri artigiani del coltello.