Il problema è noto e si ripresenta puntualmente con l’arrivo della stagione calda: alberi infestati da parassiti, sostanze appiccicose che finiscono su auto, panchine, dehors e marciapiedi, disagi per residenti, commercianti e utenti della zona.
A riportare il tema in Consiglio comunale è stato il consigliere di minoranza Massimo Reggio, del gruppo Alba Domani, con un’interpellanza dedicata alla situazione degli alberi di corso Langhe. Nel documento ha segnalato le diverse lamentele ricevute su una problematica che interessa in particolare le piante del viale, da cui proviene il rilascio di sostanze appiccicose che si depositano sui veicoli parcheggiati, sulle panchine e sui dehors delle attività commerciali, incidendo anche sul decoro urbano.
Nel suo intervento in aula, il consigliere ha chiesto se l’Amministrazione fosse già a conoscenza della situazione e quali interventi intendesse mettere in campo.
A rispondere è stato l’assessore all’Ambiente Roberto Cavallo, che ha chiarito come il fenomeno sia già seguito dagli uffici comunali.
“La situazione è ben nota sia alla Giunta sia agli uffici”, ha spiegato Cavallo, ricordando che le alberate principalmente coinvolte sono quelle di corso Langhe e corso Torino, dove sono presenti esemplari di Liriodendron tulipifera, oltre ad alcune alberate di tigli.
Secondo quanto spiegato dall’assessore, proprio il Liriodendron tulipifera era stato introdotto storicamente con l’idea di ridurre i problemi causati dagli afidi e dalla conseguente produzione di melata, fenomeno già conosciuto su tigli e platani.
“Questa specie era stata introdotta perché si sperava non avesse il problema dell’attacco degli afidi. Purtroppo nel 1998 in Francia è stata segnalata la presenza dell’afide Illinoia liriodendron, originario dell’Illinois. Come spesso accade quando un parassita arriva da un habitat diverso, non trova predatori naturali sufficienti a contenerne la diffusione”.
A complicare il quadro, ha aggiunto Cavallo, contribuiscono anche le condizioni climatiche.
“Il Liriodendron tulipifera è particolarmente sensibile al caldo, alla siccità e ai cambiamenti climatici. Quando la pianta va sotto stress diventa più attaccabile dagli afidi. Il risultato è che negli ultimi anni il fenomeno è diventato più problematico rispetto a quanto accadeva una ventina d’anni fa”.
Sul piano operativo, l’assessore ha ricordato che i primi interventi sono già stati effettuati nelle notti del 19, 20 e 21 maggio, utilizzando prodotti naturali come olio di neem e saponi. Una scelta legata al piano fitopatologico adottato dal Consiglio comunale, che non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche nell’area cittadina.
“Se si volesse intervenire in modo radicale bisognerebbe usare insetticidi sistemici, ma questo comporterebbe problematiche importanti. Con prodotti chimici, secondo le indicazioni di Ispra e Arpa, si dovrebbe arrivare anche al blocco del traffico. Per questo gli interventi vengono effettuati con sostanze naturali”.
Un secondo passaggio ha riguardato la lotta biologica.
“Il 28 e il 29 maggio sono state liberate 3.500 coccinelle Adalia bipunctata. Ogni individuo può mangiare circa un centinaio di afidi al giorno”, ha spiegato Cavallo.
L’Amministrazione ha inoltre programmato un nuovo ciclo di interventi nelle notti successive al Consiglio, con trattamenti condizionati anche dall’andamento meteorologico.
“Molto dipenderà dalle condizioni meteoclimatiche e dall’evoluzione della stagione. Se continuerà una fase calda e umida il fenomeno potrebbe protrarsi ancora; se invece il clima diventerà più secco, come sembra, potremmo liberarcene nell’arco di qualche settimana”.