Eventi - 06 giugno 2026, 10:16

Garessio, al castello di Casotto "Musica en plein air"

L’Equipaggio della Regia Venaria si esibirà con i "corni delle Alpi" di Svizzera e Francia

La musica dei corni da caccia unisce tutto l’arco alpino ed è stato proprio durante le Giornate internazionali del Corno da caccia, organizzati dall’Accademia di Sant’Uberto nel 2024 a Venaria Reale e nel 2025 fra la Palazzina di Caccia di Stupinigi e il Palazzo Carignano di Torino, che è nata una collaborazione con i Corni delle Alpi.

 Nasce così un nuovo progetto, che porterà la musica al Castello di Casotto (Garessio, Cn), il 7 giugno alle ore 16. L’evento, Musica en plein air, metterà insieme l’Equipaggio della Regia Venaria con i Corni da caccia (Patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO 2020) e due formazioni di Corni delle Alpi: gli svizzeri Corni dal Generus e i francesi Les Briançonneurs.

Il concerto, gratuito, si svolgerà nella Corte d’onore del castello.

I corni delle Alpi: dall’origine antica alla musica (scritta anche da Mozart padre)

Le Giornate Internazionali del corno da caccia organizzate dall’Accademia di Sant’Uberto a Venaria Reale, nel 2024, e alla Palazzina di Caccia di Stupinigi/palazzo Carignano nel 2025, hanno segnato la nascita di una collaborazione anche con i corni delle Alpi. Sono strumenti nati per essere suonati nella natura. Il corno da caccia in Piemonte e area francofona evoca le grandi foreste e le cacce a cavallo reali. Il suo suono è entrato nella musica dei grandi compositori dell’età barocca e romantica.

Il corno delle Alpi è un antico strumento a fiato in legno, simbolo della tradizione alpina. Nato per necessità di comunicazione e lavoro dei pastori, si è evoluto in una raffinata icona musicale in grado di emettere suoni caldi e avvolgenti che echeggiano per chilometri nelle valli montane, presente nella musica d’arte del ‘700 (sinfonia pastorella di Leopold Mozart, padre di Wolfgang Amadeus) e ‘800.

Entrambi con una origine antica e non immediatamente collegata alla musica. Il corno dialogava anche con i cani, seguendone attività e movimenti. Nel contesto montano invece

l’uso pratico era mirato ad avere un megafono di legno usato dai pastori per comunicare tra un alpeggio e l’altro, radunare il bestiame o segnalare pericoli.

I primi i tentativi di allungare il canneggio per avere più note risale al XV secolo. Il corno da caccia ha avuto il ben noto sviluppo del tubo di ottone in forma compatta, circolare, 4,5 metri il corno in Re dell’Equipaggio della Regia Venaria; sulle Alpi lo sviluppo è avvenuto in lunghezza, come una lunga pipa, che oggi raggiunge i 3 metri e mezzo, in Fa.

Entrambi gli strumenti non hanno né valvole né pistoni. Il musicista cambia le note affidandosi esclusivamente alla tensione delle labbra e al controllo del respiro, producendo la serie degli armonici naturali. Apprendere l’arte non richiede di avere una vasta conoscenza musicale, ma certamente molta applicazione. Chi si accosta a questo mondo trova comunità di praticanti appassionate, con diverse occasioni per ritrovarsi, gareggiare e coltivare ancora la propria arte negli spazi naturali.

L’Accademia di Sant’Uberto

Nata nel 1996 come Associazione Percorsi, l’Accademia di Sant’Uberto svolge la propria attività culturale di studio e ricerca nell’ambito del loisir di corte, in particolare presso la corte sabauda di Ancien Régime. Nel 1996 è stato creato l’Equipaggio della Regia Venaria di corni da caccia, per promuovere recupero e promozione della Reggia di Venaria, allora in stato di abbandono, e nel 2002 il gruppo di ottoni della Reale Scuderia. Nel 2006 ha inizio la vera e propria attività concertistica di musica barocca, con le stagioni di Musica a corte presso la Reggia di Venaria (2006-2008). Dal 2016 è stato avviato il Progetto Barocco, con il Liceo Classico Musicale Cavour di Torino, per i giovani studenti.

L’attività della comunità dei suonatori di corno da caccia si è sviluppata con I suonatori d’oltralpe. Nel 2014 le comunità di Italia e Francia hanno annunciato la decisione di avviare la candidatura UNESCO dell’Arte Musicale dei Suonatori di Corno da Caccia. Il processo di candidatura si è concluso il 17 dicembre 2020 con l’inserimento della pratica nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, ma il lavoro prosegue ogni anno, in conformità con il Piano di Salvaguardia predisposto nel 2023 dall’Accademia con la comunità dei Suonatori, d’intesa con Ministero della Cultura.