Curiosità - 07 giugno 2026, 09:36

Lasciate ogni vestito, voi che entrate! Il 7 giugno è la Giornata mondiale del naturismo

Nudi (e felici) alla meta, per essere più vicini a sé stessi, alla natura, con rispetto e amore

Lasciate ogni indumento, voi ch’entrate! Eh sì, perché il 7 giugno è la Giornata mondiale del naturismo, riconosciuta dall’International Naturist Federation nella prima domenica di giugno e istituita con lo scopo di divulgare la filosofia naturista.

Il naturismo è un movimento che promuove il contatto diretto con la natura privo di artificiosità e convenzioni sociali, con rispetto delle persone, degli animali e dell’ambiente, conducendo uno stile di vita che vede la nudità come coerente conseguenza del proprio modo di essere. L’alimentazione del naturista prevede l’utilizzo di soli prodotti naturali, attività sportiva outdoor e il suo stare nudo ha una componente sociale, che infatti realizza sia in spazi privati sia in spazi pubblici.

Un po’ di storia

Il termine naturismo è nato nel XIX secolo e usato nel gergo medico per definire pratiche terapeutiche alternative, basate sulla natura.  Sul finire del secolo, con le prime battaglie contro l’urbanizzazione e l’inquinamento legato all’industrializzazione, in Germania e in Austria i militanti della “Lebensreform” (riforma della vita), creano le prime comunità anarchico-vegetariane. Quindi, nel 1906, a Dresda, Heinrich Pudor conia il termine “Nacktkultur” (cultura del nudo), che promuove i legami tra nudismo, vegetarismo e riforma sociale, trovando emuli in Svizzera, in Francia e altrove.

Nell’Europa del post-dopoguerra una visione idealistica di tal specie viene applaudita come rivoluzionaria, ma questo porta anche a distorcere quella che era l’iniziale volontà del naturismo, ossia di porre al centro la natura e le sue meraviglie, dimenticando lusso e comfort, ma non necessariamente praticando la nudità. Ecco perché la Giornata mondiale del naturismo non va confusa come celebrazione del nudismo, bensì della natura.

Negli anni ’60 il movimento arrivò anche in Italia. Oggi sono circa mezzo milione i naturisti nel nostro Paese, 20 milioni in Europa e 40 milioni negli Usa. I naturisti si riconoscono nella ormai storica definizione dell’International Naturist Federation: «Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, con lo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente». Ciò ha contribuito a far sorgere molti villaggi turistici e luoghi di aggregazione dove poter provare il contatto diretto con la natura a tutto campo.

Da sempre lo stile di vita naturista si fonda sul rispetto della natura intesa come luogo dove vivere liberamente senza gli orpelli che la società moderna impone, compresi gli abiti. Al naturismo infatti si accompagna anche il nudismo, che nel nostro Paese può essere praticato unicamente in aree circoscritte e appositamente individuate per lo scopo, partecipando a qualche evento a tema organizzato in uno dei comuni italiani, ma anche in solitaria, immergendosi nella natura e approfittando per goderne appieno l’impareggiabile bellezza.

Naturismo e nudismo

Chi ama prendere il sole e fare il bagno senza il costume sposa la filosofia di vita che deriva dal “naturismo”, appunto quel movimento nato alla fine dell’Ottocento che sosteneva un contatto più diretto con la natura come strada per un maggiore benessere delle persone. Chi frequenta un lido nudista ricerca una connessione tra il proprio corpo e gli elementi naturali. In effetti sentire il calore del sole sul corpo senza vestiti, ascoltare la carezza del vento e provare l’esperienza di nuotare in assoluta libertà è qualcosa di speciale. Per i patiti del genere il nudismo è una cosa semplice: basta togliersi tutti i vestiti e godersi liberamente il contatto con la natura anche in compagnia di altre persone, magari della propria famiglia. L'impatto che tutti raccontano è solitamente appunto questo: grande sensazione di libertà e naturalezza e voglie sessuali praticamente pari a zero se non nell'intimità.

Dove praticare il naturismo

Se avete deciso di prendere il sole in topless, con le dovute accortezze, come quella di applicare sempre la crema solare, prima di farlo, documentatevi se è legale nel luogo in cui vi trovate. Un ottimo punto di partenza per capire quali sono i luoghi d’Italia che accolgono i principali eventi a tema è il sito ufficiale del FENAIT (Federazione Naturista Italiana).

Nel portale troverete anche una cartina dell’Italia con indicati tutti i luoghi, quali camping e spiagge, dov’è possibile praticare il nudismo, nonché i periodi di apertura e i numeri utili per chiedere ulteriori informazioni.

Sempre più campeggiatori, infatti, scelgono di vivere a stretto contatto con la natura, e con gli altri, senza neanche un calzino addosso. Niente vestiti in valigia. Al limite, un asciugamano. Chi l'ha provato assicura che avere tutta la pelle esposta a vento, sole, acqua di mare o tra le piante in un bosco risveglia le sensazioni primordiali di libertà ed emoziona profondamente. Un primo assaggio lo puoi avere provando a dormire nuda: ti fa svegliare riposata e fresca come una rosa, perché assecondi meglio i tuoi ritmi circadiani.

Se vi siete lasciati incuriosire dal trend del naturismo, volete anche voi sentirvi dei moderni Adamo ed Eva, il sito di vacanze outdoor Pitchup.com indica come mete preferite Francia, Italia e Spagna con il nostro Paese in netta crescita. E le regioni più gettonate? Veneto, Toscana, Lombardia, Liguria e Lazio. Gli italiani amano il turismo domestico per le vacanze estive, con Toscana e Puglia ai primi posti, seguite da Corsica, Catalogna e Veneto.

Secondo Pitchup.com, le ricerche per campeggi naturisti in Italia sono aumentate con davvero tantissime richieste e click. Ma non è tutto, anche agriturismi e campeggi sono in forte crescita. E la richiesta di strutture è ormai tale da aver portato alla nascita dell’Airbnb per nudisti. Insomma, sembra che tutti vogliano risvegliare il loro lato selvaggio!

Libertà e rispetto

La pratica del naturismo nel nostro Paese non è regolamentata da alcuna legge del Parlamento, anche se alcune Regioni hanno emanato leggi locali. Tuttavia nel corso degli anni si sono andate consolidando alcune consuetudini e comportamenti di buon senso che ci si aspetta vengano tenuti dai frequentatori dei luoghi preposti per il naturismo. In un contesto naturista, infatti, la nudità non deve essere fonte di imbarazzo o di attenzioni indesiderate. È vietato scattare foto o fare commenti sul corpo altrui, e l’atmosfera deve rimanere serena e rispettosa, completamente priva di connotazioni sessuali. Per i naturisti, spogliarsi non è solo un gesto di libertà, ma un modo per riconnettersi profondamente con la natura, adottando una filosofia di vita che celebra il benessere e la semplicità. Gli esibizionisti, i voyeur, le coppie che fanno petting spinto, chi si masturba davanti agli altri è allontanato, perché la filosofia che è alla base del naturismo non lo prevede.

Il nudismo fa bene alla salute?

Per alcuni è una nuda verità, per altri invece ancora un enigma. Per conoscere a fondo i benefici del naturismo e del nudismo, ecco le cose da sapere.

Spogliarsi all’aria aperta fa bene, innanzitutto perché permette tre bagni di salute: quello d’aria, di luce solare e di acqua (marina o dolce che sia). Inoltre, si riattiva il sistema della regolazione termica caldo-freddo del corpo, che risiede in alcuni centri nervosi posti sotto la pelle.

Anche il metabolismo subirà un’impennata tale da giovare non poco alla prova costume (anche se, in questo caso, si parlerà ancora di prova costume?). Tutte le funzioni corporee verranno ravvivate e stimolate, comprese quelle del ricambio cellulare e dei meccanismi metabolici annessi. L’aumento della spesa energetica che servirà per produrre calore corporeo farà sì che si brucino più calorie.

Anche la pelle ne trarrà beneficio, perché potrà respirare, allentando finalmente cinture, jeans skinny, magliettine aderenti e tutto ciò che strozza la libertà del dress code imposto dalla società odierna. La vedrete più tonica, meglio idratata, con un colorito sano e roseo che vi farà dimenticare la tinta grigio-topo che in tanti hanno scritta in volto per tutto l’inverno.

È per questo che aeroterapia, idroterapia, fototerapia ed elioterapia si fanno solitamente con i gioielli di famiglia all’aria. Per fare immersioni di salubrità, scordatevi costumi interi, culottes, bikini o trikini: toglietevi tutto. Sì, anche il Breil.

Il nudismo combatte persino la cellulite. La nudità, infatti, ristabilisce finalmente la normale circolazione del sangue, grazie alla messa al bando di cilici quali mini-slip, jeans skinnyssimi, collant seconda pelle e tutto ciò che di attillato offre il nostro guardaroba.

Quindi più nude e più sane? Attenzione, stare sedute nude in riva al mare a contatto con la sabbia e con le onde che ci vengono addosso, ci espone moltissimo al rischio di contatto con germi nocivi e alla conseguente insorgenza di infezioni vaginali. Irritazioni, candida, e trichomonas, sono facili da prendersi stando seduti sul bagnasciuga, a contatto con la sabbia e l’acqua del mare, portatori di germi.

Il seno, soprattutto se esposto in topless, è una delle zone più soggette ai danni del sole. La pelle in quest’area è più sottile, delicata e meno abituata all’esposizione solare rispetto ad altre parti del corpo. Per questo motivo, la protezione solare diventa indispensabile per evitare scottature, irritazioni e invecchiamento precoce.

Dunque, che ne dite? Siete pronti a farvi vedere come mamma v’ha fatto?

Silvia Gullino