Economia - 09 giugno 2026, 15:23

Welfare territoriale, il Quaderno 49 della Fondazione Crc fotografa i nuovi bisogni dei lavoratori

Oltre mille persone coinvolte nella ricerca realizzata con Percorsi di Secondo Welfare: conciliazione vita-lavoro, retribuzioni e benessere al centro delle sfide per il futuro

È disponibile online il Quaderno 49 “Il benessere (è) produttivo. Bisogni emergenti e welfare territoriale” della Fondazione CRC, realizzato in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare e presentato nei giorni scorsi a Cuneo. La pubblicazione rappresenta un nuovo tassello del percorso di studio e analisi sul welfare territoriale avviato dalla Fondazione, che già nel 2018 aveva approfondito il tema con il Quaderno 33 Impresa possibile – Welfare aziendale in provincia di Cuneo. Da quel primo lavoro emergeva l’immagine di un territorio dinamico ma ancora poco strutturato sul fronte delle politiche di welfare aziendale, soprattutto in una prospettiva territoriale.

Negli anni successivi la Fondazione CRC ha raccolto questa sfida promuovendo collaborazioni e reti che hanno portato alla nascita di Wellgranda – Reti di welfare, il programma attivo da tre anni per sostenere azioni strategiche e operative di welfare territoriale nella provincia di Cuneo. Proprio dalle esigenze emerse nell’ambito di Wellgranda nasce il nuovo Quaderno, che punta a individuare risposte innovative ai bisogni legati alla conciliazione tra vita privata e lavoro.

La ricerca ha coinvolto direttamente oltre mille lavoratrici e lavoratori della provincia di Cuneo, offrendo una fotografia aggiornata delle trasformazioni sociali, economiche e culturali che stanno ridefinendo le priorità nel mondo del lavoro. Uno dei dati più significativi riguarda il crescente peso del benessere personale: secondo l’Osservatorio BEF realizzato con Ipsos-Doxa, il work-life balance è oggi il principale fattore di soddisfazione lavorativa per il 30% degli intervistati, davanti allo stipendio (27%) e all’autonomia organizzativa (23%).

Il quadro occupazionale provinciale mostra luci e ombre. Da un lato, il tasso di disoccupazione si mantiene molto basso, attorno al 2,7%, confermando la forte capacità del territorio di creare occupazione. Dall’altro, emerge una difficoltà crescente nel garantire retribuzioni adeguate: una persona su due, pur avendo un lavoro, dichiara infatti di avere difficoltà a sostenere le spese essenziali. La situazione riguarda in particolare le donne, più frequentemente impiegate in settori caratterizzati da salari contenuti e maggiore instabilità contrattuale. Proprio questi elementi rappresentano anche alcuni dei principali fattori di disaffezione delle giovani generazioni verso il mercato del lavoro tradizionale.

A incidere sul benessere complessivo è anche il tema dello stress. Un lavoratore su due riferisce livelli elevati di pressione legati ai carichi di lavoro, alla precarietà contrattuale e ai tempi di spostamento tra casa e luogo di lavoro.

Il Quaderno dedica ampio spazio anche alla diffusione degli strumenti di welfare aziendale. I dati mostrano come circa la metà dei lavoratori non abbia accesso ad alcun piano di welfare, segnale di un investimento ancora insufficiente da parte di molte imprese. La presenza di questi strumenti aumenta sensibilmente al crescere del reddito: tra chi guadagna oltre 1.500 euro netti al mese, il welfare aziendale interessa circa tre dipendenti su quattro, mentre sotto questa soglia riguarda meno di un lavoratore su tre. Permangono inoltre differenze significative tra grandi aziende e piccole e medie imprese, evidenziando la necessità di sviluppare modelli più accessibili e sostenibili anche per le realtà produttive di dimensioni ridotte.

Dalla ricerca emerge con forza anche il tema delle disuguaglianze, che non può essere affrontato esclusivamente attraverso il welfare aziendale. Le questioni legate alle retribuzioni, alla qualità dell’occupazione e alla valorizzazione delle persone diventano infatti elementi centrali per l’attrattività del territorio, soprattutto in un contesto di piena occupazione come quello cuneese. Particolare attenzione viene inoltre riservata alla conciliazione tra lavoro e responsabilità di cura, che coinvolge sette lavoratori su dieci tra assistenza ai figli e agli anziani, ma anche alla necessità di preservare spazi di tempo libero per prevenire situazioni di forte stress.

Il Quaderno individua alcune direttrici di sviluppo per il futuro: rafforzare le reti tra imprese di dimensioni diverse e tra soggetti profit e non profit, ampliare la platea dei destinatari delle misure di welfare includendo anche collaboratori e familiari, e promuovere soluzioni costruite a partire dall’ascolto dei bisogni reali del territorio.

Durante la presentazione sono state inoltre illustrate alcune esperienze nazionali considerate particolarmente significative. Tra queste, l’approccio di Sky Italia, che punta sul monitoraggio costante delle esigenze dei dipendenti e sulla flessibilità organizzativa; le iniziative di Fedabo, società benefit della provincia di Brescia che ha introdotto servizi come il maggiordomo e la stireria aziendale in collaborazione con una cooperativa sociale; e il modello sviluppato dal Comune di Milano, che promuove il cosiddetto near working, consentendo ai dipendenti di lavorare in sedi vicine alla propria abitazione utilizzando spazi pubblici sottoutilizzati.

"Uno dei messaggi chiave della ricerca riguarda l’importanza di promuovere il benessere delle persone e l’impatto decisivo che questo ha su crescita, innovazione e attrattività di una comunità - sottolinea Mauro Gola, presidente della Fondazione CRC. - In un periodo storico caratterizzato da bisogni sempre più complessi e da un mercato del lavoro in continua evoluzione, è necessario guardare con occhi nuovi al rapporto tra salute, lavoro e welfare".

Per Franca Maino, direttrice scientifica di Percorsi di Secondo Welfare e docente dell’Università degli Studi di Milano, i risultati evidenziano la necessità di affrontare questioni che riguardano l’intero Paese: "Serve ridurre il gender gap in termini di retribuzioni, carichi di cura e servizi, rafforzare il welfare di comunità e costruire forme di governance permanenti capaci di sviluppare soluzioni territoriali in grado di generare un cambiamento sistemico".

redazione