Dal Consiglio federale, convocato per oggi a Roma nella sala del gruppo parlamentare a Montecitorio, potrebbe scaturire una Lega diversa rispetto a quella vista finora.
All’ordine del giorno, formalmente, ci sono l’approvazione del bilancio e le “comunicazioni del segretario”, ma sul tavolo c’è anche la riforma del partito di cui si parla da settimane.
Il tema è stato sollevato dal “doge” veneto, Luca Zaia, il quale vuole che si torni ad un’impostazione federalista, sul modello bavarese, in contrasto con la visione sovranista e nazionalista data da Matteo Salvini.
Potrebbe succedere di tutto o nulla con l’ennesimo rimando e la sola approvazione del bilancio.
Si tratterebbe comunque di un rinvio, in attesa del ritiro a porte chiuse, un “supercaminetto” in programma ad inizio luglio.
Resta il fatto che la Lega è una pentola a pressione in piena ebollizione, pronta a scoppiare da un momento all’altro.
Eppure a Cuneo le tensioni quasi non si percepiscono.
La situazione viene minimizzata, tutti evitano di pronunciarsi in giudizi su questioni “pericolose”, visto che nessuno sa come andrà a finire la partita.
Lunedì sera si è riunito il direttivo provinciale, dedicato in larga parte al tesseramento e all’organizzazione dei congressi cittadini che dovrebbero (il condizionale dato il clima resta più che mai d’obbligo) tenersi entro il 30 giugno.
I temi caldi sul tavolo hanno fatto sì e no capolino, prontamente derubricati a “questioni complesse e lontane”.
I militanti confidano che temi così delicati è opportuno siano affrontati da chi padroneggia la materia e hanno dato delega in bianco al ministro Roberto Calderoli, che in Granda ormai è di casa.
Parla per tutti il segretario provinciale e senatore Giorgio Maria Bergesio: “Lunedì sera abbiamo affrontato le sfide che attendono il nostro territorio e programmato il lavoro dei prossimi mesi: dai congressi comunali al tesseramento, dagli eventi in calendario, all’analisi del quadro politico. È emersa, ancora una volta, la forza di una squadra composta da amministratori, militanti e volontari che ogni giorno dedicano tempo, passione ed energie alle proprie comunità. Abbiamo ribadito il nostro impegno su temi fondamentali come sicurezza, tutela del territorio e autonomia, una battaglia di buon senso per garantire ai nostri territori maggiori risorse, più efficienza e la possibilità di decidere il proprio futuro. La provincia di Cuneo è fatta di persone laboriose, imprese, famiglie e giovani che chiedono risposte concrete. È per loro che continuiamo a lavorare, con serietà, presenza e determinazione”.
Sui tormentoni di questi giorni, così come sulle prospettive della Lega, che da “Salvini premier” potrebbe tornare federalista, Bergesio non si sbilancia.
“Noi siamo sempre e comunque pronti . Siamo il partito – taglia corto il senatore – che sul territorio ha dimostrato di preferire i fatti alle parole”.
Per il momento il “ciclone Vannacci” non ha prodotto grandi effetti a danno della Lega in provincia di Cuneo.
Rientrata la “fuitina” di Federico Gregorio, l’unico passaggio a Futuro Nazionale riguarda Laura Peano, ex consigliera comunale leghista a Cuneo.
Bergesio tiene serrate le fila dei suoi in attesa di capire quale connotazione avrà in futuro il suo partito.