Agricoltura - 11 giugno 2026, 17:23

Crisi del vino, l'allarme dell'Associazione Comuni del Moscato: "Equilibrio sulle rese per la vendemmia 2026"

Il sodalizio che riunisce i 51 paesi della denominazione chiede tutele per i vitivinicoltori e per i vigneti eroici Unesco. "La produzione va mantenuta e servono strategie promozionali più efficaci"

Vigneti di Moscato

Si preannuncia una vendemmia carica di preoccupazione per il comparto dell'Asti e del Moscato d’Asti, stretto tra la crisi globale del mercato vinicolo e l'incertezza dei vitivinicoltori locali su prezzi e rese. Una situazione critica che ha spinto l’Assessorato regionale all’Agricoltura a convocare un tavolo di confronto con tutti gli attori della filiera.

In questo scenario l’Associazione Comuni del Moscato, in rappresentanza dei 51 comuni della denominazione, lancia un forte appello alla responsabilità collettiva. Il sodalizio chiede attenzione ed equilibrio nelle decisioni che dovranno essere assunte all'interno del Consorzio di tutela, con particolare riferimento alle rese per la vendemmia 2026, affinché venga garantito un reddito adeguato ai produttori a fronte delle ingenti spese sostenute.

"Per le nostre uve Moscato – si legge in una nota diffusa dal sodalizio – si sta avvicinando una vendemmia che ha ancora una volta nelle sue premesse una forte preoccupazione, vista l’attuale crisi mondiale che colpisce il mercato del vino in generale e che riguarda quindi anche l’Asti e il Moscato d’Asti, e vista la condizione che stanno vivendo i vitivinicoltori del nostro territorio, che nuovamente non hanno alcuna certezza sulle rese e sui prezzi delle uve, valori che infine probabilmente non consentiranno di avere un reddito adeguato considerando le spese sostenute: una preoccupazione che si registra a ogni livello e che nell’ultimo periodo ha sollevato discussioni ed è stata posta al centro dell’attenzione dai media e in diversi contesti".

Secondo l'associazione, "la produzione va mantenuta e non ridotta", salvaguardando soprattutto la viticoltura eroica delle aree tutelate dall'Unesco per il loro immenso valore paesaggistico. 

La stessa associazione evidenzia come le grandi industrie del settore debbano "investire tenendo conto del valore del territorio", sollevando contestualmente dubbi sull'efficacia delle campagne promozionali passate, definite prive di continuità nonostante le notevoli risorse impiegate.

"Campagne promozionali per le quali si sono impegnate notevoli risorse non hanno avuto i riscontri sperati", si rileva, "ma l’impressione è che manchi invece un interessamento costante, un coinvolgimento, una partecipazione e un trasporto che dovrebbe far muovere il comparto in modo naturale sulla giusta strada".

Secondo l'associazione "ciò che continua a mancare e di cui il comparto ha necessità è una gestione condivisa delle questioni, affrontata da un corpo unico rappresentativo di ogni area (vedi la vecchia 'paritetica') che mantenga una costante attenzione su una realtà che ha grande valore per l’economia e l’esportazione, nonostante l’attuale periodo negativo; e in questo contesto ognuno deve impegnarsi a fare la propria parte per evitare di arrivare a momenti come quello che stiamo vivendo".

L’Associazione Comuni del Moscato – si conclude – è "vicina ai produttori di vino e di uve che operano sul territorio, e si rende partecipe a difendere il valore del loro lavoro in ogni occasione di confronto, mentre continua nel suo progetto di rivalorizzazione dei nostri vini in particolare sul territorio di produzione, per cui presto inizieranno ad articolarsi programmi ed eventi".

Redazione