Artigianato - 11 giugno 2026, 15:24

Confartigianato Cuneo lancia il modello “scuole primarie aperte” a fine agosto: un progetto pilota per famiglie e imprese

La presidente Balestra: “Un presidio educativo e sociale che rafforza lavoro, natalità e competitività del territorio”

Daniela Balestra

Confartigianato Imprese Cuneo lancia alla Regione Piemonte e alle province piemontesi la proposta di avviare un progetto pilota regionale per l’apertura anticipata delle scuole primarie a fine agosto con finalità educative, sportive, culturali e laboratoriali. Seguendo la falsariga dei modelli attivati di recente in Emilia Romagna, Confartigianato Cuneo ha deciso di inviare a Regione e Province piemontesi una lettera ufficiale, nella quale vengono spiegate le motivazioni che supportano una riflessione maturata da tempo all’interno dell’Associazione per offrire una risposta strutturale alle esigenze delle famiglie e del sistema produttivo locale.

«Da tempo – spiega Daniela Balestra presidente di Confartigianato Imprese Cuneo -  intercettiamo i bisogni delle famiglie artigiane e delle imprese, raccogliamo esperienze pilota nelle scuole primarie cuneesi e costruiamo relazioni con il mondo educativo e del Terzo Settore. L’apertura anticipata delle scuole non vuole essere un semplice servizio di custodia, ma un presidio educativo e sociale che accompagna la crescita dei bambini, sostiene i genitori nel lavoro e rafforza la competitività del territorio. È un investimento intelligente su occupazione, natalità e qualità della vita».

La proposta di Confartigianato Cuneo prende le mosse da un dato ormai strutturale: la progressiva frammentazione delle reti familiari di supporto e l’aumento dell’occupazione femminile e dei nuclei con entrambi i genitori lavoratori rendono sempre più complessa la gestione dei figli nei lunghi mesi di chiusura estiva delle scuole. L’estate coincide, per moltissimi artigiani, commercianti e lavoratori autonomi, con il picco dell’attività: sospendere o ridurre il lavoro non è spesso possibile, mentre l’accesso ai centri estivi è disomogeneo, talvolta costoso e non sempre compatibile con gli orari di impresa. Ne derivano ferie frammentate, ricorso forzato ai congedi, rinunce professionali che ancora oggi gravano in modo sproporzionato sulle donne.

Di fronte a questo scenario, Confartigianato Cuneo propone di trasformare gli edifici scolastici nelle settimane antecedenti l’avvio ufficiale delle lezioni di settembre, in luoghi di educazione, socialità e benessere, tramite attività a carattere ludico-didattico, sportivo, laboratoriale e culturale. Il modello non modifica il calendario scolastico, ma lo integra in chiave comunitaria e inclusiva, attivando partenariati con Comuni, istituzioni scolastiche, associazioni sportive, realtà culturali, cooperative sociali e soggetti del Terzo Settore. Una rete capace di tenere insieme qualità educativa, accessibilità economica e copertura oraria più aderente ai tempi di vita e di lavoro delle famiglie.

«Alcuni comuni dell’Emilia-Romagna stanno dimostrando che è possibile aprire le primarie già da fine agosto con risultati positivi per bambini e genitori,” aggiunge Joseph Meineri direttore generale di Confartigianato Imprese Cuneo – Lo stesso sistema potrebbe essere declinato sul nostro territorio a livello provinciale e regionale, con un progetto pilota che valorizzi le buone pratiche già presenti nelle nostre scuole e che metta al centro alleanze educative territoriali, standard di qualità e sostenibilità economica. Chiediamo quindi alla Regione e alle Province di guidare questo percorso, coinvolgendo fin da subito i Comuni, gli istituti comprensivi e le rappresentanze sociali».

Un ulteriore punto qualificante della proposta riguarda il possibile coinvolgimento, nel pieno rispetto delle normative vigenti e dei profili professionali richiesti, dei docenti di sostegno con contratti a tempo determinato, che in Piemonte sono stimati in circa 15 mila unità. L’obiettivo è offrire durante l’estate non soltanto continuità relazionale agli alunni con bisogni educativi specifici, contribuendo a ridurre quella “frattura estiva” che spesso disperde competenze e percorsi personalizzati costruiti durante l’anno scolastico. In parallelo, la presenza di educatori professionali, istruttori sportivi e operatori culturali garantirebbe un’offerta ricca, accessibile e diffusa, con attenzione all’inclusione e alla sicurezza.

«Parlare di scuole aperte - sottolinea la presidente Balestra - significa agire sui fattori che condizionano davvero le scelte di vita delle famiglie. Se aiutiamo i genitori a conciliare i tempi di lavoro con la cura dei figli, soprattutto nei mesi più critici, generiamo valore: riduciamo il ricorso a congedi e assenze non programmabili, alleggeriamo i costi organizzativi per le imprese, sosteniamo la partecipazione femminile al lavoro e rendiamo più attrattive le nostre comunità. È una politica familiare ed economica allo stesso tempo».

Confartigianato Cuneo chiede quindi alla Regione Piemonte e alle Province piemontesi di avviare un tavolo di confronto operativo con gli enti locali interessati per definire, già nei prossimi mesi, i criteri di fattibilità del progetto pilota. Si potrebbe così avviare una fase di sperimentazione, monitorata con indicatori chiari (partecipazione, soddisfazione delle famiglie, impatto su assenze e produttività, inclusione degli alunni con bisogni speciali), che permetterebbe poi di estendere gradualmente il modello su scala regionale.

«Investire nei servizi educativi estivi e in una più ampia apertura delle scuole – conclude la presidente Balestra -  significa investire nel futuro del Piemonte. Chiediamo quindi a Regione e Province di condividere questa visione e di passare rapidamente dalla proposta all’azione».

cs