"I colleghi si sono trovati a operare in una situazione estremamente delicata, in pieno centro cittadino e in presenza di numerosi passanti. La donna coinvolta brandiva un coccio di vetro e manifestava un comportamento imprevedibile. L’intervento effettuato ha consentito di neutralizzare la minaccia senza ricorrere a strumenti che avrebbero potuto provocare conseguenze ben più gravi".
In questi termini – dopo quella di Unarma Asc –, la presa di posizione del Nuovo Sindacato Carabinieri in merito ai fatti di corso Giolitti. A parlare è Matteo Rizzello, commissario provinciale Nsc di Cuneo, che sottolinea come la situazione affrontata dai militari fosse caratterizzata da un concreto rischio per l’incolumità pubblica.
Sul tema interviene anche Davide Tufo, segretario generale regionale per il Piemonte e Valle d’Aosta, che richiama le numerose iniziative già intraprese dal sindacato per sostenere l’estensione dell’impiego del dispositivo nell’Arma dei Carabinieri: "Da tempo sosteniamo che questo strumento rappresenti una risposta moderna ed efficace per la gestione di situazioni ad alto rischio, consentendo di ridurre il ricorso alla forza fisica e di limitare il pericolo di lesioni. Quando ci si trova di fronte a persone armate o in evidente stato di alterazione, è fondamentale poter disporre di strumenti intermedi. È una tutela per i cittadini, per i carabinieri e anche per chi rappresenta un pericolo per sé stesso".
A chiudere la riflessione è il segretario nazionale Nsc, Ilario Castello, che interviene sulle polemiche sorte a seguito della diffusione delle immagini dell’intervento e sulle dichiarazioni del segretario dei Radicali, Filippo Blengini, che ha invocato l'intervento della magistratura: "L’uso del taser da parte di tutte le pattuglie garantisce sicurezza. È impensabile chiedere di indagare chi ha salvaguardato i cittadini. Le dichiarazioni di Blengini rappresentano l’ennesima dimostrazione di una politica distante dalla realtà operativa. Il Nuovo Sindacato Carabinieri è da sempre fiducioso nell’operato della magistratura, che non interviene a chiamata né sulla base delle pressioni dei media".
Dal sindacato l'auspicio è che in futuro si evitino processi mediatici nei confronti degli operatori in uniforme. L'episodio, concludono i vertici di Nsc, conferma la validità delle richieste di estensione del taser come presidio di protezione e sicurezza collettiva.