Attualità - 17 giugno 2026, 19:42

Rocche di Barbaresco geosito del Piemonte, Italia Nostra: “Riconoscimento positivo, ora tutela concreta”

La sezione albese rivendica oltre quarant’anni di impegno e chiede agli enti locali interventi efficaci per la salvaguardia dell’area fluviale del Tanaro

La recente designazione delle Rocche di Barbaresco come “geosito della Regione Piemonte”, prevista da una legge regionale del 2023, rappresenta un riconoscimento importante per un’area di grande valore paesaggistico e naturalistico lungo il fiume Tanaro. A sottolinearlo è Italia Nostra Alba, che in una nota esprime apprezzamento per l’attestazione, ricordando al tempo stesso il lungo percorso che ha portato a questo risultato.

Secondo l’associazione, il merito del riconoscimento va ricondotto anche all’attività portata avanti fin dagli anni Settanta. La sezione albese, infatti, già dal 1978 aveva individuato e documentato l’interesse dell’area, proponendo la creazione di un’“Oasi fluviale delle Rocche di Barbaresco”. Il progetto, illustrato in diverse pubblicazioni tra cui “1972-1982 Dieci anni di Italia Nostra nell’Albese” e “Progetto Tanaro: un fiume per tutti”, interessava un tratto di circa 4,5 chilometri tra i Comuni di Alba, Barbaresco, Castagnito e Neive.

L’area, estesa complessivamente per circa cinque chilometri, si distingue per le sue peculiarità ambientali: erosioni naturali caratteristiche, presenza di stagni e zone umide, vegetazione fluviale, oltre a una ricca biodiversità e rilevanti elementi geologici. Aspetti approfonditi negli studi di Giorgio Aimassi, Gianfranco Carosso e Alessandro Marengo, che hanno contribuito a definire il valore del sito.

Italia Nostra evidenzia inoltre come, nel corso dei decenni, l’associazione abbia operato per contrastare interventi potenzialmente dannosi, quali edificazioni, discariche, disboscamenti e attività estrattive, capaci di compromettere l’equilibrio dell’habitat.

Pur riconoscendo l’importanza del nuovo status di geosito, insieme ai vincoli già esistenti come quello idrogeologico e alle tutele introdotte dalla legge Galasso del 1985, l’associazione richiama ora la necessità di un impegno concreto da parte degli enti locali. L’obiettivo, si legge nella nota, è garantire una salvaguardia ambientale efficace e duratura di un’area che rappresenta un patrimonio significativo per il territorio albese e per l’intero paesaggio fluviale del Tanaro.