L’attesa è finita. Questa mattina, alle ore 8:30 in punto, il Ministero dell'Istruzione e del Merito sbloccherà la "chiave ministeriale", il codice telematico che permette alle commissioni di tutta Italia di aprire i plichi d'esame. Per oltre mezzo milione di studenti della Generazione Z inizierà la Maturità 2026 con la temuta prima prova di italiano. In provincia di Cuneo gli studenti coinvolti sono 4.745, mentre in tutto il Piemonte sono 33.648.
Sei ore di tempo e sette tracce a disposizione, divise nelle tre storiche tipologie. Mentre i telefoni cellulari sono stati sigillati e i dizionari sono finalmente aperti sui banchi, nelle scuole e fuori si rincorrono le prime conferme sui temi scelti dal Ministero. Si prospetta un mix perfetto tra grandi ricorrenze storiche, anniversari letterari e le sfide più urgenti del nostro presente.
Per l'analisi e l'interpretazione di un testo letterario, la prima tipologia d'esame, i fari quest'anno sono tutti puntati su un anniversario che il Ministero difficilmente potrebbe aver ignorato. Ricorrono infatti i cento anni dal Premio Nobel a Grazia Deledda, ricevuto proprio nel 1926. La scrittrice sarda rappresenterebbe una scelta storica per la commissione ministeriale, capace di riportare una grande voce femminile tra le tracce d'esame dopo anni di assenza. A sorprendere piacevolmente gli studenti potrebbe essere anche un'apertura internazionale verso la letteratura di genere, grazie ai cinquant'anni dalla morte di Agatha Christie, scomparsa nel 1976. Inserire la regina del giallo nei plichi d'esame offrirebbe uno spunto non convenzionale ma ricchissimo. I suoi romanzi, infatti, non sono semplici enigmi polizieschi, ma si prestano a profonde analisi psicologiche dei personaggi e a precise riflessioni sociologiche sui costumi e sulle ombre della società del Novecento.
Per quanto riguarda gli autori dell'Ottocento, i rumors della vigilia si sono concentrati su Giovanni Pascoli e Giovanni Verga, due pilastri della nostra letteratura assenti da tempo dai plichi. Se invece il Ministero avesse deciso di virare sul Novecento poetico o sulla prosa psicologica, i nomi più caldi restano quelli di Eugenio Montale, che manca dal 2012, e Italo Svevo. Svevo è assente dalle tracce d'esame della sessione ordinaria della Maturità da ben 17 anni. Occhio anche a Saba che manca dal 2020, Calvino non proposto dal 2015 e Dante Alighieri. Sebbene sia il pilastro della letteratura italiana, manca dall'analisi del testo dal 2007. Attenzione anche all'outsider Filippo Tommaso Marinetti, dato che nel 2026 cadono i 150 anni dalla nascita del fondatore del Futurismo, una figura ideale per analizzare il rapporto tra arte, velocità e modernità. Il "caso" di Gabriele D'Annunzio alla Maturità è ormai un classico del tototema estivo: il "Vate" manca dalle tracce d'esame della sessione ordinaria (Tipologia A, analisi del testo) dal lontano 1999. Ci sono poi autori immensi che, per la struttura del programma o per scelte ministeriali passate, non compaiono praticamente mai nell'analisi del testo: Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni, Pierpaolo Pasolini, Alda Merini ed Elsa Morante.
Il testo argomentativo mette invece alla prova la capacità critica dei ragazzi partendo da testi d'opinione, storici o scientifici. Quest'anno il calendario offriva spunti istituzionali e civili di grandissimo rilievo, a partire dagli 80 anni della Repubblica Italiana. Una traccia legata al 2 giugno 1946 e al primo voto storico delle donne a suffragio universale è considerata da molti la colonna portante di questa edizione, un modo per legare l'esame ai valori costituzionali.
Proprio sul tema dei diritti civili e dei fondamenti della democrazia moderna occidentale si inserisce un altro anniversario di portata globale: i 250 anni dalla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Con lo storico atto del 4 luglio 1776, le colonie americane proclamarono la propria libertà e autonomia dalla corona britannica, firmando un testo che avrebbe cambiato per sempre il corso della storia e della filosofia politica. Una traccia di questo tipo consentirebbe un profondo parallelismo tra la nascita delle democrazie moderne, i diritti inalienabili dell'uomo e il concetto stesso di sovranità popolare.
Accanto alla storia delle istituzioni, si fa largo anche una ricorrenza spirituale e culturale di portata immensa: gli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi, scomparso nel 1226. La figura del Santo, padre della lingua italiana con il suo Cantico delle Creature, offre al Ministero il pretesto perfetto per un saggio argomentativo di ampio respiro. Una traccia che permetterebbe ai candidati di riflettere sul rapporto millenario tra uomo e natura, sulla cura del pianeta e sulla ricerca della pace, temi centrali e quanto mai urgenti nell'attuale dibattito globale.
Il panorama delle ricorrenze storiche e civili si arricchisce quest'anno di altre importantissime scadenze legate a grandi figure che hanno segnato il dibattito culturale e letterario. Si va dai duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi, il padre letterario di Pinocchio che ha plasmato l'immaginario di intere generazioni, fino ai novanta anni dalla tragica morte del poeta spagnolo Federico García Lorca, simbolo della libertà dell'arte di fronte alle oppressioni. Le tracce potrebbero anche guardare al Novecento più recente attraverso i venti anni dalla scomparsa di Oriana Fallaci, intellettuale e giornalista di prima linea le cui provocazioni sul mondo contemporaneo offrirebbero ai ragazzi un forte spunto di discussione. Sempre sul fronte letterario e teatrale, le commissioni tengono d'occhio i cento anni dalla nascita di Dario Fo, il geniale drammaturgo premio Nobel nel 1997, ideale per una riflessione sul valore sociale del teatro e della satira. Infine, non va dimenticato il novantesimo anniversario della morte di Luigi Pirandello, un vero gigante della drammaturgia italiana che con il suo relativismo e lo studio delle maschere sociali continua a essere straordinariamente vicino alla sensibilità e alle crisi identitarie dei giovani di oggi.
Sul fronte internazionale si fa largo l'anniversario dei 25 anni dall'undici settembre, un quarto di secolo dal crollo delle Torri Gemelle che ha ridefinito la sicurezza globale e la geopolitica del nuovo millennio. Altrettanto forte è il legame con i 40 anni dal disastro di Chernobyl, la tragedia nucleare del 1986 che torna di grande attualità nel dibattito sulla transizione ecologica, la crisi energetica e la responsabilità della scienza. Infine, per l'ambito della legalità, l'ipotesi più accreditata riguarda i 40 anni dall'inizio del Maxiprocesso di Palermo, un'occasione importante per ricordare l'eredità civile dei giudici Falcone e Borsellino.
Un capitolo a parte merita il ricchissimo panorama dei linguaggi espressivi del Novecento, con una serie di anniversari legati alla musica, all'arte e alla moda che si prestano a stimolanti riflessioni trasversali. Il mondo delle sette note, in particolare, vive un anno di profonda memoria collettiva a dieci anni esatti dalla dolorosa e contemporanea scomparsa di leggende assolute come David Bowie, camaleontico profeta del pop-rock, Prince, che ha letteralmente ridefinito i confini del sound a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, l'iconico interprete George Michael e l'intenso poeta canadese Leonard Cohen. A queste ricorrenze si uniscono le celebrazioni per gli ottanta anni dalla nascita del carismatico frontman dei Queen, Freddie Mercury, e il centenario della nascita di Miles Davis, il trombettista geniale che ha rivoluzionato la storia del jazz moderno. Le arti visive e il cinema non sono da meno e offrono tracce perfette per analizzare l'evoluzione del gusto e del costume. Sul fronte dell'arte visiva spiccano i 150 anni dalla nascita del rumeno Constantin Brâncuși, scultore e fotografo considerato a pieno titolo tra i pionieri più radicali del Modernismo per la sua capacità di sintetizzare la forma. Il grande schermo viene invece celebrato attraverso il centenario della nascita di Marilyn Monroe, un'icona planetaria che ha trasceso il cinema diventando un mito senza tempo della cultura pop, e i quaranta anni dalla morte di Vincente Minnelli, il regista che ha firmato l'età dell'oro del musical americano. Questo intreccio tra estetica e società trova la sua ideale chiusura nella moda, una lente d'ingrandimento fondamentale per capire le trasformazioni culturali del secolo scorso. Il 2026 segna infatti i novanta anni dalla nascita di Yves Saint-Laurent, lo stilista francese che ha scardinato le regole dell'alta moda introducendo il concetto di prêt-à-porter e liberando il guardaroba femminile con capi rivoluzionari come lo smoking da donna. Una sua eventuale traccia permetterebbe ai ragazzi di argomentare sul valore della moda non come semplice vanità, ma come specchio dei cambiamenti sociali e potente strumento di emancipazione.
Il tema di attualità, l'ultima tipologia, è da sempre lo specchio dei tempi e la scelta preferita dai maturandi. Le scommesse della vigilia si sono concentrate su due macro-temi che toccano da vicino la vita quotidiana e le preoccupazioni dei ragazzi. In primis l'Intelligenza Artificiale, poiché con l'esplosione dei sistemi generativi il dibattito sull'etica digitale, sul futuro del lavoro e sulla creatività umana è diventato centrale. Subito dopo troviamo la salute mentale e il benessere psicologico dei giovani, un tema avvertito come una vera emergenza generazionale tra ansia da performance, isolamento e la pressione costante dei social network. Non restano ovviamente escluse le tematiche drammaticamente quotidiane della violenza di genere e dei conflitti geopolitici ancora in corso nel mondo.
I ragazzi sono dentro e i fogli protocollo sono ormai sul banco. I giochi sono fatti e la Maturità 2026 a breve prenderà ufficialmente il via. Che si tratti di analizzare un saggio sul futuro dell'algoritmo o una poesia del primo Novecento, la chiave per superare la prova resterà la capacità di argomentare con lucidità, originalità e spirito critico.