Attualità - 21 giugno 2026, 18:45

Anche Bra ha partecipato alla Festa della Consolata, patrona dell’Arcidiocesi

I riti di sabato 20 giugno in comunione di preghiera con l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole

Festa della Consolata (foto di Mihai Bursuc)

Il 20 giugno è una data importante per la Chiesa di Torino. È la Festa della Consolata. Anche Bra, che fa parte del distretto sud dell’Arcidiocesi torinese, ha partecipato alla ricorrenza con fede e devozione.

I riti religiosi di sabato 20 giugno si sono svolti in comunione di preghiera con il pastore di questa porzione del popolo di Dio, il cardinale Roberto Repole, che nell’omelia della Messa ha commentato il passo del Vangelo di Luca in cui Maria visita la cugina Elisabetta.

«Ci sono delle situazioni di desolazione nella nostra vita rispetto alle quali non basta una pacca sulla spalla - ha detto l’Arcivescovo - non basta l'ascolto di qualcuno, non basta neppure la parola buona di qualcuno, perché sono delle desolazioni profonde, come quando viene a mancare una persona cara, come quando abbiamo a che fare con dei fallimenti che sappiamo non verranno mai più ricuciti nella nostra esistenza terrena… E allora abbiamo bisogno di questa consolazione, della consolazione di Maria: abbiamo bisogno di occhi di fede, capaci di intercettare come ancora Dio è all'opera nella storia; abbiamo bisogno di occhi di fede di altre credenti e di altri credenti, che ci aiutino a vedere noi stessi in un modo rinnovato. E chi ne ha fatto l'esperienza lo sa benissimo: ci sono delle situazioni di ansia, di paura, di fallimento, che si dissolvono soltanto quando riceviamo questo sguardo della fede. E allora troviamo un po' di pace, di quella pace che ha trovato Maria visitando la cugina Elisabetta».

I festeggiamenti si sono conclusi con la tradizionale processione e con l’affidamento alla B.V. Maria da parte di monsignor Repole, sulla piazza antistante il Santuario della Consolata, a Torino.

«L'augurio che faccio ad ognuno di voi è di ritornare a casa questa sera, percependo nella profondità del cuore la presenza del Dio che consola, l'unico che è capace di vincere ogni solitudine. L'augurio che faccio ad ognuno di voi è di poter ritornare nei vostri alloggi, nei vostri palazzi, nei vostri luoghi di lavoro e anche nei luoghi di svago, e di poter percepire che attraverso il vostro cuore consolato, attraverso il vostro sguardo di donne e uomini consolati da Dio, potete portare un po' di consolazione attorno a voi», ha concluso l’Arcivescovo.

La storia vuole che in questo luogo sorgesse, in epoca paleocristiana, una chiesa dedicata a Sant’Andrea nella quale veniva conservata una venerata effigie della Vergine. Andata distrutta la chiesa, si perse traccia anche dell’icona, finché nel 906 i monaci benedettini di Novalesa, trasferitisi a Torino per sfuggire alle razzie dei saraceni, nei lavori di ricostruzione dell’antico edificio ritrovarono il sacro ritratto.

Ma di nuovo il luogo cadde in rovina nelle distruzioni e carestie che si abbatterono sulla città all’alba del Il millennio, finché un misterioso pellegrino, il “cieco di Briançon”, guidato in sogno dalla Madonna, giunse a Torino e indicò il luogo dove si trovava nascosta la perduta immagine. Riportato alla luce il ritratto, per miracolo il cieco riacquistò la vista, proprio come la Vergine gli aveva predetto.

Da allora, il 20 giugno di ogni anno, si celebra la festa della Consolata, una delle ricorrenze popolari torinesi più amate. Anche a Bra.

Festa della Consolata (foto di Mihai Bursuc)

Festa della Consolata (foto di Mihai Bursuc)

Silvia Gullino