La scelta di confermare per la vendemmia 2026 la resa di 85 quintali per ettaro, scongiurando un ulteriore abbassamento a 80 quintali, segna un passo avanti per il comparto. Lo afferma Coldiretti Cuneo, che accoglie con favore la posizione assunta dal CDA del Consorzio di Tutela a seguito delle inaccettabili proposte dell’industria.
“Le nostre imprese vitivinicole stanno già affrontando un momento particolarmente delicato con i costi di produzione schizzati in alto ed una situazione di mercato complicata, per cui è necessario non penalizzarle ulteriormente, come abbiamo fortemente sottolineato anche in occasione della riunione in Regione – sottolinea Monica Monticone, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore vitivinicolo –. Per le 3500 aziende la resa a 85 ql/ettaro è già un sacrificio per questo era necessario un primo cambio di rotta da parte dell’industria rispetto alla posizione iniziale”.
“Chiediamo che lo spirito di collaborazione dimostrato finora trovi conferma anche nella definizione dei prezzi di riferimento, che riteniamo opportuno vengano introdotti e che dovranno assicurare la giusta valorizzazione del lavoro degli imprenditori vitivinicoli a cui rivolgo l’invito ad una concertazione tempestiva" - commenta Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.
“L’obiettivo deve essere sempre la valorizzazione delle DOCG dell’Asti, rappresentativa dei nostri territori e di un patrimonio che non possiamo rischiare di perdere”, aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.