Gentilissimo Direttore,
vorremmo affidare al Suo giornale questo racconto.
Sono passati tre mesi da quando la vita della nostra famiglia è cambiata completamente. Grazie alla scrupolosità della nostra pediatra, la dott.ssa Luisa Startari, siamo stati indirizzati a un controllo presso l’Ospedale Santissima Annunziata di Savigliano, dove ci è stata illustrata una situazione inattesa: una lesione alla ghiandola surrenale, poi rivelatasi un carcinoma al primo stadio.
Il dott. Paolo Cussino e la dott.ssa Eleonora Basso, primaria di Pediatria, ci hanno comunicato questa notizia con grande empatia e professionalità. Nei loro sguardi si leggeva il nostro stesso sgomento.
Fino a quel momento non avevamo mai affrontato problemi di salute importanti e, come molti, pensavamo erroneamente che la sanità italiana non funzionasse. Abbiamo dovuto ricrederci.
Poiché la situazione di nostra figlia richiedeva cure non erogabili a Savigliano, siamo stati indirizzati all’Ospedale Infantile Regina Margherita. Siamo entrati in un mondo per noi sconosciuto, che ci ha costretti a rivedere le priorità della vita e a comprendere quanto la salute sia il bene più prezioso.
Desideriamo ringraziare il reparto di Oncoematologia Pediatrica, diretto dalla prof.ssa Franca Fagioli, e in particolare la dott.ssa Francesca Parola, che con dolcezza e umanità ha conquistato la fiducia della nostra bambina di appena un anno. Grazie anche al dott. Fabrizio Gennari, al dott. Hassan Alhellani e a tutta l’équipe chirurgica.
Un sentito ringraziamento va alla psicologa del reparto, dott.ssa Claudia Peirolo, e all’assistente spirituale Claudia Cavegn, per il sostegno offertoci nei momenti più difficili. Grazie ai volontari UGI, che hanno regalato normalità e calore durante i ventuno giorni di ricovero, e alle famiglie incontrate in reparto, in particolare a Margherita e alla sua mamma, che con un sorriso hanno reso più lieve ogni giornata.
Un ulteriore ringraziamento va agli amici e a tutte le persone che, con un gesto o una parola, hanno dimostrato la loro vicinanza; a don Mariano Tallone, parroco della nostra comunità; alle monache Romite; a don Marco Tallone e a don Silvio Sartore, per la loro presenza e il loro sostegno attraverso la preghiera.
Il nostro percorso è appena iniziato, ma grazie a mani così competenti e a cuori così generosi guardiamo al futuro con maggiore fiducia.
Questa lettera vuole essere la testimonianza di una sanità che funziona e che troppo spesso dimentichiamo di avere.
Grazie per la Sua attenzione.
I genitori di Benedetta