Approda in Consiglio comunale a Cuneo il caso dell'ingresso della Fondazione Crc nel capitale della società che ha acquisito La Stampa e della successiva nomina dell'ex sindaco Federico Borgna nel Consiglio di amministrazione del quotidiano. La vicenda, già al centro del dibattito pubblico, è stata affrontata nella seduta di lunedì 22 giugno attraverso due interpellanze presentate dal capogruppo degli Indipendenti Giancarlo Boselli e dal consigliere Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni).
Boselli ha contestato l'utilizzo delle risorse della Fondazione per un'operazione editoriale di rilievo nazionale, chiedendo maggiore trasparenza nei confronti del territorio e del Comune, mentre Giuseppe Lauria (Futuro Nazionale) ha parlato del "gioco di potere" che si innesta sull'operazione.
Nella risposta, la sindaca Patrizia Manassero ha ribadito la distinzione dei ruoli istituzionali: “Le decisioni di investimento e di posizionamento strategico spettano agli organi di governo della Fondazione Crc. Come amministratori e stakeholder istituzionali, il nostro compito non è quello di sostituirci al Consiglio generale o al Consiglio di amministrazione della Fondazione nelle singole scelte operative o di portafoglio azionario”.
La prima cittadina ha ricordato il confronto avviato nei mesi scorsi con il presidente della Fondazione Mauro Gola sulla modifica dello statuto, occasione nella quale era stata anticipata anche l'intenzione di acquisire una quota del 5%. Pur riconoscendo il confronto istituzionale, Manassero ha ammesso di aver espresso “forti perplessità” direttamente a Gola: “Oltre alla questione legata alle criticità del bilancio in cui versa il giornale, che merita un'attenzione a sé, entrare nel mondo dell'editoria e dell'informazione per un ente non pubblico ma di natura pubblica non mi pare opportuno”.
Ha quindi assicurato che inviterà il presidente della Fondazione in Commissione o in Consiglio “anche per illustrarci i prossimi progetti”, ribadendo la necessità di verificare che “le risorse della Fondazione rimangano saldamente ancorate al sostegno del nostro tessuto economico, sociale e culturale”. Boselli, in replica, ha giudicato troppo passivo l'atteggiamento del Comune rispetto all'operazione.
Di natura più politica l'interpellanza di Ugo Sturlese, che ha espresso “la più profonda preoccupazione” per l'ingresso nel Cda de La Stampa di Federico Borgna e di Giuliana Cirio (sorella dell'attuale presidente della Regione Piemonte), parlando di un'“impropria commistione di soggetti” che rischierebbe di compromettere l'autonomia dell'informazione.
Su questo punto Manassero ha rivelato di aver appreso solo successivamente della designazione dell'ex sindaco: “La nomina di Federico Borgna nel Cda de La Stampa non è un'informazione che è stata condivisa, ma è stata una sorpresa”. La sindaca ha spiegato di aver affrontato la questione direttamente con Borgna, il quale le avrebbe riferito di aver accettato l'incarico solo a condizione dell'istituzione di un blind trust per evitare conflitti d'interesse tra la Fondazione e la società editrice. Una soluzione sulla quale, tuttavia, Manassero mantiene prudenza: “Non so se è la soluzione migliore, non è che la sottoscrivo”.
Proprio per fare chiarezza sull'intera operazione, la sindaca ha annunciato l'intenzione di invitare in Commissione consiliare o alla conferenza dei capigruppo sia il presidente della Fondazione Mauro Gola sia Federico Borgna, così da approfondire pubblicamente le ragioni dell'investimento e della nomina.