Toccherà a Nicola Perullo, rettore dell’ateneo dal settembre 2024, raccogliere l’eredità di Carlo Petrini alla presidenza dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
La nomina è arrivata ieri, martedì 23 giugno, da parte del consiglio di amministrazione dell’università nata nel 2004 per iniziativa dell’associazione internazionale Slow Food e delle regioni Piemonte ed Emilia Romagna.
"A un mese dalla scomparsa di Carlo Petrini, l’ateneo ha rinnovato le cariche della governance nella continuità di pensiero con il suo fondatore e all’insegna di una nuova programmazione che risponda alle sfide universitarie del futuro", si fa sapere da Unisg, che ha programmato per il pomeriggio di giovedì 2 luglio una conferenza stampa dal titolo "Pollenzo dopo Carlo Petrini: il futuro sulle orme della mission del suo fondatore".
CHI E’
Nicola Perullo (Livorno, 1970), filosofo e saggista, è professore ordinario di Estetica. Ha conseguito la laurea, col massimo dei voti, nel 1994, con una tesi su Derrida e Wittgenstein, sotto la guida di Aldo G. Gargani e Jacques Derrida, e il titolo di dottore di ricerca in Filosofia nel 2001, con una tesi su Giambattista Vico sotto la guida di Leonardo Amoroso, all’Università di Pisa. Perfezionatosi a Parigi con Jacques Derrida, ha di lui tradotto e curato nel 1997 per Raffaello Cortina Limited Inc, e ha pubblicato i primi lavori in quegli anni sulla rivista aut-aut.
Dal 2002 ha iniziato la collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, iniziando la ricerca sulle basi filosofiche ed estetiche del cibo e del gusto. La prima pubblicazione, Per un’estetica del cibo (Aesthetica, 2006) ha inaugurato un filone di studi in Italia, seguito da L’altro gusto (ETS, 2008) e Filosofia della gastronomia laica (Meltemi, 2010). Con Il gusto come esperienza (Slow Food, 2012) si è codificato un nuovo approccio all’apprezzamento gustativo che è diventato un punto di riferimento nel settore. Un ambito di ricerca parallelo che si è sviluppato in quegli anni riguarda il rapporto tra cibo e arte, di cui testimonia il libro La cucina è arte? Filosofia della passione culinaria (Carocci, 2013).