Mentre nel mondo del vino piemontese continua il confronto sulle difficoltà dei mercati e sulle possibili misure di contenimento della produzione, dal Roero arrivano segnali meno preoccupanti rispetto a quelli registrati in altri territori.
A fare il punto è il presidente del Consorzio Tutela Roero, Massimo Damonte, che nei giorni scorsi ha condiviso con il consiglio di amministrazione gli ultimi dati disponibili sull'andamento delle due denominazioni seguite dall'ente.
“Per quanto riguarda noi, sulle due denominazioni che seguiamo non ci sono delle grandi criticità”, spiega Damonte.
Qualche elemento di cautela resta comunque presente. In particolare, si prevede una flessione del prezzo delle uve, legata a una domanda che continua a mostrare segnali di debolezza in alcuni mercati internazionali. Tuttavia, almeno per il momento, i numeri degli imbottigliamenti raccontano una realtà diversa.
Quest'anno sono state richieste fascette per circa mezzo milione di bottiglie in più rispetto all'anno scorso, un dato che colloca il Roero in una posizione differente rispetto ad altre denominazioni alle prese con maggiori difficoltà commerciali.
“Questa criticità al momento non ce l'abbiamo”, osserva il presidente del Consorzio.
Le principali incognite arrivano infatti dall'estero. Gli Stati Uniti continuano a rappresentare un mercato strategico ma difficile da interpretare, così come diverse aree asiatiche.
“Un po' di preoccupazione c'è perché non si capisce bene come si stiano muovendo soprattutto il mercato americano e quelli asiatici, in particolare Cina e Russia. Sono mercati che in questo momento risultano difficili da leggere”, afferma Damonte.
Tra gli argomenti affrontati dal consiglio di amministrazione è comparsa anche l'ipotesi di una riduzione delle rese, tema che nelle ultime settimane è entrato nel dibattito di numerose denominazioni piemontesi. Per il Roero, però, non è stata assunta alcuna decisione.
“Se ne è parlato, ma al momento non è stata presa in considerazione una riduzione delle rese”, precisa Damonte, spiegando che molto dipenderà anche dalle scelte che verranno adottate dagli altri consorzi.
Secondo il presidente, gli strumenti di controllo già in vigore consentono oggi di gestire la situazione senza particolari criticità.
“Abbiamo gli impianti controllati e i blocchi. Per il momento si riesce a tamponare”.
Il tema tornerà sul tavolo prima della vendemmia, ma nel frattempo il Consorzio è chiamato a un altro appuntamento importante. A luglio è infatti prevista l'assemblea per il rinnovo delle cariche sociali.
“Quest'anno scadono le cariche, ci saranno le candidature e le votazioni. Molte valutazioni slitteranno inevitabilmente a dopo questo passaggio”, conclude Damonte.
Per il momento, dunque, il Roero guarda alla prossima vendemmia con prudenza ma senza particolari allarmismi, sostenuto da un andamento degli imbottigliamenti che continua a mostrare segnali positivi nonostante le incertezze dei mercati internazionali.