Non sono solo gli umani a patire il caldo.
Anche per gli animali queste temperature sono difficili da reggere. Chi vive con un cane o con un gatto se ne rende conto immediatamente: si muovono molto meno, vanno alla ricerca di qualunque cono d'ombra o angolo fresco.
Da questi patimenti non sono ovviamente esclusi gli animali selvatici. Che devono anche procurarsi il cibo.
Sono continue anche i questi giorni di caldo torrido le chiamate al Cras di Bernezzo, impegnato a gestire decine e decine di interventi. Per animali in difficoltà (o presunta tale) a causa del caldo.
Per ora, come ci spiega il responsabile Matteo Attolico, la fauna selvatica di montagna non evidenzia particolari criticità.
Anzi, ultimamente sono diminuiti gli interventi per il recupero dei caprioli: spesso gli esemplari rinvenuti vengono semplicemente riportati in aree più tranquille e meno frequentate. "Le persone che chiamano hanno finalmente imparato ad evitare il contatto fisico con loro", sottolinea Attolico.
In quota la situazione resta quindi ancora discreta. Camosci e altre specie alpine beneficiano della presenza di neve residua e di temperature più contenute. Sebbene le risorse idriche stiano progressivamente diminuendo, in alta montagna le condizioni ambientali risultano per ora meno problematiche rispetto alle aree urbane e di fondovalle.
Ma è questione di tempo, perché il caldo pare non avere intenzione di mollare la presa.
In questi giorni a soffrire maggiormente questa ondata di caldo sono gli uccelli che vivono in città.
Cornacchie, gazze e passerotti sono tra le specie più diffuse: si tratta di animali ormai fortemente antropizzati, capaci di vivere a stretto contatto con l’uomo.
"Con le alte temperature di queste settimane, molti piccoli uccelli escono prematuramente dal nido, spesso prima di aver imparato a volare - evidenzia Attolico. Cadono a terra e si trovano esposti a numerosi pericoli: l’asfalto rovente, la mancanza di ripari e soprattutto i predatori. Tra questi vi sono altri uccelli, come cornacchie e gazze, che possono predare i nidiacei in difficoltà.
Un’altra minaccia importante è rappresentata dai gatti domestici lasciati liberi di vagare. Per ridurre il rischio di catture, una delle soluzioni più efficaci è l’utilizzo di un campanellino sul collare, che permette agli uccelli di percepire in anticipo la presenza del predatore".
Il fenomeno - di non facile soluzione - rappresenta un ennesimo segnale di un equilibrio sempre più fragile tra ambiente urbano e fauna selvatica, dove anche piccoli cambiamenti climatici e abitudini quotidiane possono avere effetti immediati sulla sopravvivenza delle specie più vulnerabili.