Snellire le procedure amministrative, eliminare i duplicati burocratici e sostenere la competitività del comparto estrattivo piemontese, senza fare un passo indietro sulla tutela dell'ambiente e del paesaggio. È questo l'obiettivo dell’ordine del giorno presentato da Federica Barbero, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che chiede alla Giunta di attivarsi presso il Governo e il Parlamento per una modifica strategica del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004).
“Il comparto estrattivo e delle pietre ornamentali rappresenta una delle eccellenze storiche e produttive del nostro territorio: è un pilastro per l'edilizia, le infrastrutture e il Made in Italy - dichiara Federica Barbero. - In Piemonte contiamo circa 289 cave attive, gestite da aziende che operano già sotto un rigidissimo controllo e nel pieno rispetto del Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE), coniugando impresa e sostenibilità”.
Il nodo sollevato dall'esponente di Fratelli d'Italia riguarda il disallineamento temporale tra le autorizzazioni per l’utilizzo delle cave (che durano dai 10 ai 30 anni) e l'autorizzazione paesaggistica (art. 146 del D.Lgs. 42/2004), che ha un'efficacia temporale ridotta. Ciò costringe le imprese a reiterare periodicamente complessi iter burocratici anche quando il progetto approvato è rimasto totalmente invariato.
“Questa situazione – spiega Barbero – produce solo oneri burocratici ripetitivi e rallentamenti, sia per le imprese sia per gli uffici pubblici, senza aggiungere alcun reale valore alla tutela del nostro paesaggio. La nostra proposta mira a introdurre un principio di buonsenso: l'autorizzazione paesaggistica deve legarsi all’intera durata dei lavori autorizzati, a patto che il progetto non subisca variazioni sostanziali”.
La proposta contenuta nell’Ordine del giorno prevede comunque un rigoroso sistema di garanzie: rimarrebbe in capo alle autorità competenti il potere-dovere di effettuare controlli periodici, almeno ogni cinque anni, per verificare la conformità dei lavori.
“Meno burocrazia non significa meno controlli, ma controlli più efficienti - conclude il consigliere regionale di FdI. - Chiediamo alla Giunta di farsi portavoce di questa istanza presso i Ministeri della Cultura, dell’Ambiente e delle Imprese e del Made in Italy, ma anche in seno alla Conferenza delle Regioni. Il Piemonte deve farsi promotore di una riforma nazionale che sblocchi il potenziale delle nostre imprese, garantendo al contempo la massima valorizzazione e protezione del patrimonio naturale e paesaggistico”.