Con la firma nel Salone d'Onore del Comune di Cuneo di oggi, venerdì 26 giugno, si va verso la costituzione della Rete dei Comuni cuneesi che tuteleranno, promuoveranno e valorizzeranno la castanicoltura.
Un atto politico e concreto atteso da tutto il territorio, soprattutto della valli cuneesi, e che prende forma dopo l'approvazione degli ordini del giorno prima in Provincia e poi in Comune a Cuneo, ma a cui si sono aggiunti i Consigli comunali di circa 70 comuni del territorio che hanno approvato l’adesione all’atto di indirizzo.
Una trentina i sindaci presenti oltre al consigliere regionale Claudio Sacchetto (Fratelli d'Italia), promotore di un ordine del giorno sul tema approvato anche in Consiglio Regionale, al collega Mauro Calderoni (Pd) e all'assessore regionale alla Montagna Marco Gallo. Ma saranno circa 70 i comuni del territorio che hanno aderito.
Il passaggio risulta necessario per lavorare in modo condiviso su una risorsa strategica per l'economia rurale, il paesaggio e la prevenzione del territorio della Granda.
L’atto firmato oggi impegna i primi cittadini a redigere la “Carta dei Comuni Castanicoli” che, una volta completata, sarà sottoposta al voto dei rispettivi Consigli comunali per l’autorizzazione alla firma dell’atto costitutivo definitivo. I sindaci si impegnano anche a estendere l’adesione ad altri Comuni della Provincia.
All’incontro sono intervenuti il presidente della Provincia Luca Robaldo con il consigliere provinciale Loris Emmanuel e Maria Gabriella Mellano (Disafa / Centro regionale di castanicoltura) ha offerto un contributo tematico su la castanicoltura tra tradizione ed evoluzione tecnica e tecnologica.
L’attività della Rete territoriale si concentrerà su cinque obiettivi, contenuti nell’atto programmatico: rilevare e mappare le aree castanicole provinciali e le zone a maggiore criticità idrogeologica; rappresentare alla Regione Piemonte le criticità generate dalle limitazioni agli abbruciamenti previste dal Piano Regionale di Qualità dell’Aria (PRQA), proponendo deroghe o rimodulazioni tecniche; valutare l’impatto idrogeologico della mancata gestione dei residui vegetali e definire strategie condivise di prevenzione; favorire l’accesso a fondi pubblici, bandi forestali e fondi per il dissesto per l’acquisto di macchinari idonei alla gestione del sottobosco; sostenere i mercati della castagna, favorire la trasformazione del prodotto e promuovere l’aggregazione tra produttori.
Così la sindaca Patrizia Manassero, insieme alla assessora al Turismo e alle Manifestazioni Sara Tomatis: “La firma di oggi rappresenta una svolta per il nostro territorio e per l’intera Provincia. Con la nascita di questa Rete potremo fare un passo avanti che è diventato indispensabile oggi. La castanicoltura non è solo una tradizione storica per la Granda, ma è un elemento economico importante e un presidio insostituibile contro il dissesto idrogeologico e l’abbandono delle nostre valli. Lavorare uniti come territorio ci permetterà di far valere con più forza le ragioni dei nostri produttori, a partire dalla necessità di deroghe concrete sui limiti agli abbruciamenti, garantendo al contempo la tutela dell’ambiente e la sicurezza del territorio. La castagna non è per Cuneo solo fiera del marrone, ma un impegno politico concreto a beneficio del territorio”.
Durante l’evento in Salone d’Onore è stato anche presentato il manifesto dei 90 anni dalla prima edizione della Fiera del marrone, alla vigilia del lancio della Fiera che avverrà al consolato a New York, il 30 giugno prossimo. Questa presentazione è stata voluta per sottolineare la vocazione internazionale della fiera del marrone, vocazione confermata dal riconoscimento proprio quest’anno della qualifica di internazionale da parte della Regione Piemonte.