Farinél - 28 giugno 2026, 10:00

Farinèl/ L’Alt(r)a Langa che prova a resistere al grande caldo con la forza di una biodiversità unica

“Non solo erbe” a Sale San Giovanni è il racconto di un popolo che resiste, di un piccolo borgo che prova a tenere i propri giovani legandoli a una natura unica e alle opportunità di un grande cereale, l’Enkir, riscoperto da Nando Marino e dalla sua famiglia

Marcello Pasquero con Nando Marino, la moglie e Marco Suria

«Sai come fare a capire che siamo in un ambiente sano e salubre?», mi chiede Nando Marino, titolare del mulino Marino, parte di una dinastia di mugnai divenuti famosi in tutta Italia grazie a Fulvio, presenza fissa del fortunato programma “È sempre mezzogiorno” condotto da Antonella Clerici.

Nando guarda la lavanda di Sale San Giovanni e spiega: «È piena di chioccioline, questi animaletti si trovano solo in presenza di un ambiente estremamente salubre».

Non è un caso che tutto il territorio abbia deciso di rinunciare a ogni tipo di pesticida e di andare verso una agricoltura totalmente biologica e biodinamica con la forza di un ambiente unico.

Sale San Giovanni ha capito che doveva diventare il paese della lavanda, ma che la lavanda è solo un richiamo perché oggi a Sale si trova (anche) la lavanda, ma si trova molto di più.

In questo un grande plauso va al Nando di cui sopra, col sorriso, con l’amicizia, con la presenza, è riuscito a far capire a molti residenti delle due “Sale” che coltivare il grano più antico che ci fosse, l’Enkir, poteva portare a un valore aggiunto importante per tutto il territorio.

Questo grano antico, grazie alla famiglia Marino, sta vivendo una nuova giovinezza e in questi giorni arriverà persino a New York al Fancy Food Show, una delle fiere legate al cibo più importanti del mondo.

Puntare sulla natura e sulla salubrità dell’ambiente, lo stanno capendo tutti i residenti, sta diventando un veicolo di economia e un modo per provare a tenere in paese i giovani, non facile in un comune di 151 residenti.

Pochi mesi fa ha riaperto un ristorante, si punta a riaprire in pianta stabile un bar, e un giorno, chissà, il castello potrebbe diventare una struttura ricettiva.

Questi pensieri sono sgorgati mentre mangiavo l’Enkirotto, il risotto fatto di Enkir, prima di concedermi un gelato alla lavanda, alla salvia e, ovviamente, all’Enkir.

Sono continuati nella notte perché ho avuto la fortuna di essere ospitato nello splendido “Ciabot du Gi”, un ciabot ristrutturato da Marco Suria e dalla sua famiglia, messo a disposizione degli amici.

Mai ho visto così tante lucciole, immerse in una sinfonia di grilli e a una brezza piacevole che mi ha fatto dormire una delle notti più piacevoli di sempre.

A Sale San Giovanni si coltivano 20 ettari di piante officinali, sono stati piantati 3 nuovi ettari di lavanda ovviamente col metodo biologico e biodinamico.

Gli agricoltori ricordano, come hanno fatto anche con un comunicato che a Sale si coltivano piante officinali non per il turismo, bensì per il mercato erboristico e invitano i visitatori a consultare il sito ufficiale www.turismosalesangiovanni.it, dove è costantemente aggiornato lo stato delle coltivazioni e delle fioriture.

Il caldo sicuramente non aiuta, ma l’ottimismo di questa gente, l’amore per il loro paese riuscirà a essere più forte di tutto, ne sono certo.

Marcello Pasquero