Nella mattinata di oggi, lunedì 29 giugno, hanno preso il via i lavori di ristrutturazione dell’ex Ospizio di Busca, un intervento storico che segna la svolta per l'immobile seicentesco, simbolo della tradizione caritativa della città.
L'avvio del cantiere mette la parola fine a una complessa vicenda burocratica che si protraeva da ben tre decenni. I primi interventi, suddivisi in due lotti funzionali, riguarderanno la messa in sicurezza complessiva della struttura e il totale rifacimento della copertura in legno lamellare, per un investimento complessivo di circa 300 mila euro.
L’opera, che ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, è stata progettata dall’architetto Claudio Ellena in collaborazione con un team di professionisti esperti in restauro conservativo. A eseguire i lavori, a seguito di un'accurata indagine di mercato, saranno l’Impresa edile Cavallo di Villar San Costanzo e la ditta Mozzone Building di Savigliano.
Il finanziamento di questa prima fase è garantito con fondi dell’Ente derivanti dalle alienazioni dell’eredità Maria Aimar e dal fondamentale sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
“Si tratta di una data importante — spiega il presidente Tommaso Alfieri —. Finalmente siamo riusciti a dipanare una pratica complicata che dura da trent’anni. Ringrazio l’ufficio amministrativo e in particolare il direttore Luca Gosso. Al momento si tratta di un inizio, ma una volta terminati questi lavori, entro il 2027, sono già programmati i lotti successivi. Questi prevedono la riorganizzazione delle camere mortuarie, il restauro di locali con finalità istituzionali e museali e la creazione di 5 spazi dedicati all’accoglienza di persone fragili e ai parenti degli ospiti dell’Hospice. Ci auguriamo che possano arrivare altri sostegni per far rivivere pienamente un edificio che è stato così importante per la storia caritativa della Città di Busca”.
Il progetto lungimirante punta a trasformare l'ex Ospizio in un polo multifunzionale: se da un lato verranno preservate la memoria e la storia locale attraverso aree museali, dall'altro l'edificio tornerà a battere per il sociale, offrendo una rete di protezione e ospitalità per le fasce più deboli e per le famiglie dei degenti della struttura sanitaria cittadina.