Si è svolto ieri pomeriggio, martedì 30 giugno, a Cuneo il presidio promosso dalle organizzazioni sindacali degli inquilini SUNIA, SICET, UNIAT e Unione Inquilini, insieme a CGIL, CISL e UIL, per riportare al centro del dibattito pubblico il tema del diritto all’abitare e le criticità del Piano Casa presentato dal governo.
L’iniziativa ha riunito attorno allo stesso tavolo rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro, della cooperazione sociale e dell’associazionismo, con l’obiettivo di costruire un confronto ampio su una questione che, secondo i promotori, non può essere letta soltanto come politica abitativa. La casa, è emerso nel corso degli interventi, incide infatti su lavoro, welfare, inclusione sociale e sviluppo dei territori.
Al presidio hanno preso parte, tra gli altri, l’assessora del Comune di Cuneo Paola Olivero, l’assessora del Comune di Savigliano Anna Giordano, l’assessora del Comune di Borgo San Dalmazzo Michela Galvagno, i consiglieri regionali Giulia Marro e Mauro Calderoni e il dirigente tecnico di ATC Piemonte Sud, architetto Cipollina.
Nel corso del confronto è stato evidenziato come il disagio abitativo assuma oggi forme diverse e coinvolga fasce sempre più ampie della popolazione: lavoratori con redditi bassi o contratti precari, giovani che faticano a raggiungere l’autonomia, anziani, famiglie in difficoltà economica e persone straniere che incontrano ostacoli o discriminazioni nell’accesso alla casa.
I sindacati degli inquilini hanno espresso una valutazione critica sul Piano Casa, ritenuto inadeguato ad affrontare una crisi abitativa ormai strutturale. Tra le principali carenze segnalate figurano l’assenza di una strategia organica per rilanciare l’edilizia residenziale pubblica, la mancanza di investimenti sufficienti per aumentare l’offerta di alloggi sociali e il rafforzamento insufficiente degli strumenti di sostegno alle famiglie in affitto.
Per le organizzazioni promotrici, il presidio rappresenta solo l’avvio di un percorso di confronto destinato a proseguire nei prossimi mesi. L’obiettivo dichiarato è riportare il diritto alla casa al centro dell’agenda politica nazionale e locale, come tema urgente e trasversale, capace di incidere sulla qualità della vita e sulla coesione delle comunità.