Economia - 01 luglio 2026, 09:30

Cuneo e Alba battono pandemia e inflazione: l'asse d'oro della Granda spinge il fatturato a 34 miliardi (+37,5%)

Lo studio realizzato da Deloitte evidenzia il primato del nostro sistema produttivo: la manifattura e il boom del commercio (+190% di utili) si confermano i motori gemelli della crescita

Un momento della presentazione dello studio "Why Cuneo – Il bello e il buono" realizzato da Deloitte

Nemmeno la pandemia, i morsi dell'inflazione e le pesanti instabilità geopolitiche globali sono riusciti a frenare la locomotiva economica della Granda. Al contrario, la provincia di Cuneo rafforza il proprio posizionamento tra i territori d'eccellenza del sistema produttivo italiano. A certificarlo sono i numeri impressionanti dello studio "Why Cuneo – Il bello e il buono", una ricerca realizzata da Deloitte che analizzato l'evoluzione del sistema locale tra il 2018 e il 2024. 

La ricerca ha preso in esame un campione di 881 imprese del territorio che, da sole, muovono ben 34,1 miliardi di euro di fatturato e danno lavoro a 84.400 addetti. Il responso dei bilanci degli ultimi sei anni parla chiaro: il giro d'affari complessivo è balzato in avanti del +37,5%, l'utile netto è quasi raddoppiato (+92,6%) e sono stati creati oltre 6.900 nuovi posti di lavoro.

Manifattura e Agroalimentare: i motori gemelli della Granda

Il vero cuore pulsante dell'economia cuneese resta il settore manifatturiero, che con 357 aziende genera ben 16,8 miliardi di euro di fatturato. Nel periodo analizzato, questo comparto ha visto i ricavi crescere del +42,1%, il risultato netto del +41,4% e l'occupazione del +20,1%.

All'interno di questo motore, la punta di diamante è l'agroalimentare, un'eccellenza riconosciuta a livello internazionale: 81 aziende capaci di produrre un giro d'affari di 5,5 miliardi di euro, focalizzate principalmente in prodotti da forno, latticini, oli e mangimistica. Molto positivi anche i dati dell'agricoltura, che segna un incremento del fatturato del 43,7% grazie alla capacità delle aziende di riposizionarsi verso segmenti a maggior valore aggiunto e di intercettare la domanda di qualità.

A completare il quadro industriale concorrono  Macchinari e meccanica con 61 aziende per 2,4 miliardi di euro di fatturato (macchine agricole e d'impiego generale). Suege il comparto beverage con 28 aziende per 1,5 miliardi di euro, trainate dall'eccellenza della produzione vinicola, e la lavorazione del metallo: 61 aziende che totalizzano 1,1 miliardi di euro.

Il boom del Commercio: utili a +190%

Il secondo pilastro del territorio è rappresentato dal settore del commercio (240 aziende e 10,4 miliardi di euro di fatturato, +25,2%), che ha registrato una spettacolare impennata della marginalità: l'utile netto ha segnato un clamoroso +190%.

Il testa il commercio all'ingrosso (155 imprese e 7,5 miliardi di valore), specializzato nella distribuzione di alimenti, bevande e macchinari. Si tratta di uno snodo cruciale e fortemente integrato con le filiere manifatturiere locali per la diffusione dei prodotti su scala regionale e nazionale. Nel dettaglio del comparto si inseriscono poi il retail dell'abbigliamento (37 aziende per 991 milioni) e il commercio di autoveicoli e motocicli (48 imprese per 1,1 miliardi). 

La mappa del valore: da Cuneo ad Alba

La geografia dello studio Deloitte mostra una mappa del valore ben distribuita. Cuneo città si posiziona come importante polo economico con una marcata diversificazione settoriale: dal commercio ai servizi, fino alle funzioni amministrative per l'intera provincia. Albainvece,  si conferma come cuore della filiera agroalimentare cuneese con un settore manifatturiero che vale quasi 1,9 miliardi di euro. Secondo lo studio di Deloitte, la concentrazione di eccellenze nel food crea economie di agglomerazione e garantisce alle imprese l'accesso a fornitori e servizi specializzati. Completano il quadro comuni come Bra, Saluzzo, Fossano, Moretta e Cherasco, che ospitano specializzazioni manifatturiere nell'alimentare, nella meccanica e nella lavorazione dei metalli.

"Lo studio identifica tre regole d'oro per lo sviluppo futuro della provincia di Cuneo", ha dichiarato Eugenio Puddu, Senior Partner di Deloitte"La valorizzazione dei distretti territoriali, con l'obiettivo di preservarli dalla delocalizzazione e dall'invecchiamento imprenditoriale. Gli investimenti strategici in innovazione, sostenibilità e capitale umano, che nel periodo 2018-2024 hanno permesso alle aziende di fare fronte alla volatilità dei mercati. Infine, l'aggregazione dimensionale: in un territorio caratterizzato da micro e piccole imprese, processi di fusione e acquisizione sono necessari per raggiungere scale competitive sui mercati globali".

"Il tessuto produttivo della provincia di Cuneo continua a crescere grazie a imprese che innovano, si aggregano e puntano su qualità e specializzazione", ha affermato Franco Chiavazza, senior partner di Deloitte"Negli ultimi anni, in risposta alle grandi sfide globali, il sistema produttivo della provincia è stato in grado di avviare un percorso di riposizionamento strategico, migliorando la capacità di generare valore anche in un contesto segnato da crisi pandemiche, tensioni geopolitiche e dinamiche inflattive. Il sistema economico della provincia di Cuneo, pur mantenendo una base produttiva diversificata e complementare, ha saputo rafforzare le proprie specializzazioni storiche attraverso innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale".

Angela Panzera