Scuole e corsi - 01 luglio 2026, 09:40

Anticipare l'apertura delle scuole? "I docenti non sono animatori di un centro estivo prolungato"

L'Associazione nazionale presidi (ANP) della provincia di Cuneo interviene sul dibattito e sulla richiesta di avviare l'anno scolastico al 31 agosto

Si moltiplicano, in questi giorni, le dichiarazioni pubbliche sull’ipotesi di anticipare l’avvio dell’anno scolastico al 31 agosto.

È doveroso, pertanto, che chi esercita quotidianamente la responsabilità della guida delle istituzioni scolastiche si faccia carico di restituire al confronto pubblico la complessità che esso merita.

Inizia così la lettera dell'Associazione nazionale presidi della provincia di Cuneo, presieduta dal dirigente dell'Itis Delpozzo Ivan Re. 

La lettera parte subito secca: la scuola non è un servizio di custodia.

Qui il testo dell'intervento

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Occorre anzitutto ribadire con fermezza un principio fondamentale: la scuola è il luogo della formazione, della crescita culturale e civile delle nuove generazioni. 

I docenti non sono animatori di un centro estivo prolungato, e la qualità dell’istruzione non può essere subordinata a slogan o a logiche di visibilità estemporanea. Qualsiasi narrazione che riduca l’istituzione scolastica a mero servizio di custodia è, oltre che impropria, profondamente lesiva della dignità di chi vi opera e di chi vi studia.

*Le condizioni reali dell’avvio dell’anno scolastico*

Chi conosce, non per sentito dire, il funzionamento del sistema di istruzione sa bene che l’inizio delle lezioni non coincide affatto con la semplice apertura dei cancelli. 

Perché le scuole possano operare fin dal primo giorno, è indispensabile la piena disponibilità del personale necessario a garantire il diritto allo studio, l’inclusione e la sicurezza di tutti gli alunni. Tuttavia, le procedure di assegnazione dei docenti supplenti, del personale ATA e degli assistenti all’autonomia degli studenti con disabilità seguono tempistiche che esulano dall’autonomia delle singole istituzioni scolastiche e che, nella grande maggioranza dei casi, consentono una piena operatività soltanto a ridosso della metà di settembre.

Anticipare l’avvio delle lezioni al 31 agosto significherebbe, nei fatti, imporre alle scuole condizioni organizzative precarie, con il serio rischio di penalizzare in misura sproporzionata proprio gli studenti più vulnerabili: coloro che necessitano di maggiore continuità, sostegno e accompagnamento.

*Un dato di realtà non trascurabile*

A quanto sopra si aggiunge una considerazione che non può essere trascurata: numerose famiglie di origine straniera, pianificano il rientro dai Paesi di provenienza nelle prime settimane di settembre, anche in funzione dei costi e della disponibilità dei collegamenti aerei. Escludere questa dinamica dal ragionamento significa ignorare le esigenze concrete di una componente significativa e strutturalmente fragile della nostra comunità scolastica.

*Sui parallelismi con altri sistemi scolastici*

Desta particolare perplessità il ricorso a frequenti e impropri parallelismi con i calendari scolastici di altre regioni italiane o di altri Paesi europei. 

Un confronto serio e metodologicamente fondato non può limitarsi alle date di apertura, ma deve necessariamente considerare il livello degli investimenti strutturali, la stabilità degli organici e l’organizzazione dei servizi di supporto. La gran parte dei sistemi scolastici evocati a modello beneficia da anni di risorse economiche e professionali significativamente superiori a quelle di cui dispone la scuola piemontese. 

Richiamare una semplice data di calendario, prescindendo dalle condizioni materiali che ne rendono possibile l’attuazione, non arricchisce il dibattito pubblico; al contrario, riduce una questione di grande complessità a una semplificazione ideologica, più utile alla ricerca del consenso politico che alla soluzione concreta dei problemi.

*Un appello alla responsabilità condivisa*

La scuola italiana ha bisogno di investimenti, programmazione pluriennale, stabilità del personale e, in primo luogo, rispetto istituzionale. Le decisioni che la riguardano devono essere assunte attraverso un confronto autentico e preventivo con chi la vive e la governa ogni giorno, non sulla base di iniziative che rischiano di alimentare polemiche sterili a scapito di un dibattito costruttivo.

Per le ragioni qui esposte, i dirigenti scolastici dell’Associazione Nazionale Presidi della provincia di Cuneo, riuniti in assemblea plenaria, esprimono apprezzamento per la linea adottata dall’Assessore regionale all’Istruzione, che ha scelto la via del confronto preventivo con il mondo della scuola prima di assumere decisioni in materia di calendario, dimostrando sensibilità istituzionale e concreta attenzione alle esigenze organizzative e didattiche delle istituzioni scolastiche piemontesi.

Al contempo, l’Assemblea respinge con fermezza i tentativi di strumentalizzazione demagogica da parte di chi antepone la visibilità politica al valore e alla praticabilità delle proposte consegnate agli organi di stampa e ai social.
La scuola non chiede privilegi. Non si sottrae alla necessità di ripensare il calendario scolastico, ma ritiene che tale scelta debba rappresentare l’esito di un percorso fondato sul miglioramento delle condizioni organizzative e strutturali che la rendano concretamente praticabile, non il punto di partenza di una politica degli annunci priva di adeguati presupposti.
La scuola chiede ascolto, competenza e soprattutto rispetto.

I Dirigenti Scolastici dell’Associazione Nazionale Presidi -provincia di Cuneo riuniti in Assemblea Plenaria

redazione