Regolamentazione e controlli per i tutor. Questo chiedono i cacciatori e i rappresentanti della ATC a dei CA della Granda, a seguito dell'episodio avvenuto, a fine giugno, nel comune di Roburent, dove alcuni colpi sono stati esplosi in prossimità delle abitazioni per attività riconducibile all'abbattimento di un animale.
A denunciare i fatti erano stati alcuni residente e il sindaco, Emiliano Negro, si era da subito attivato per segnalare la vicenda alle autorità competenti.
Il nodo della questione risiedere tutto nelle iniziative intraprese per la gestione del contenimento del cinghiale, nate a seguito del diffondersi della Peste Suina Africana (PSA). Le dinamiche che regolano il contenimento della specie Sus Scrofa con le relative criticità sono assolutamente note agli addetti ai lavori, ogni giorno riceviamo segnalazioni ed input da svariati attori e sentinelle del territorio che lasciano poco spazio alle interpretazioni.
"In sintesi la situazione è questa - spiegano i rappresentanti degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA) della provincia di Cuneo Stefano Pantanetti, Corrado Benotto, Marco Fissolo, Chiara Petrini, Matteo Cottura, Sergio Rinaudo, Dario Uberto , Tommaso Bossi, Andrea Teia, Daniele Suria, Ferruccio Fazio -: i cacciatori tradizionali sono in realtà dei tecnici specializzati e formati per ognuna delle specie venabili e legittimano la loro posizione previo i versamenti dovuti. Tutto questo ora è messo in seria discussione dalla questione del contenimento alla peste suina che, da un lato cerca di eradicare il virus, dall’altro crea una serie di effetti collaterali legati sostanzialmente alla natura umana. Infatti la legislazione ora permette il depopolamento a soggetti (tutor, selecontrollori, bioregolatori, coadiuatori ecc..) di muoversi in notturna e non, ogni giorno, ogni notte, armati e con un territorio di azione sconfinato, liberi di autogestirsi e con controlli praticamente inesistenti. Purtroppo alcuni di loro, non tutti ovviamente, si sentono liberi di abbattere capi diversi dalla specie cinghiale, ovvero cervi, camosci, daini, caprioli, lepri".
Attraverso una lettera i rappresentanti di Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA) chiedono di intervenire al fine di regolamentare l'attività dei soggetti tutor.
"Dovremmo essere a conoscenza dei nominativi di coloro che effettuano il depopolamento sul proprio territorio o per lo meno essere a conoscenza delle giornate e dei Comuni nei quali opereranno - spiegano -, a oggi solo la Provincia di Cuneo ha le sopracitate informazioni. Ci risulta, invece, che in alcune Provincie del Piemonte è stata istituita un'app dove vengono fornite tutte le informazioni.
I soggetti abilitati al depopolamento considerato che operano su tutto il territorio della Provincia di Cuneo, dovrebbero essere in regola con le tasse di ammissione nei comprensori e Atc, come i cacciatori con tesserino rilasciato dalla regione".
I rappresentanti dei due gruppi chiedono inoltre maggiori controlli anche per la sicurezza: "I cinghiali abbattuti durante il depopolamento notturno sarebbe opportuno che non venissero lasciati a coloro che hanno provveduto all’abbattimento (onde evitare speculazioni di carni magari infette e non controllate), dopo i controlli sanitari la Provincia potrebbe utilizzare il ricavato dalla vendita per pagare i danni dei cinghiali oppure dati in beneficenza".
"Coadiutori, tutor, selecontrollori, bioregolatori di notte sparano e la sicurezza dove è finita?- concludono -. Di notte c’è gente che va per tartufi, sulle strade ci sono autoveicoli che transitano, eppure essendo autorizzati dalla Provincia si può sparare in qualsiasi luogo. I censimenti effettuati dai CA e ATC , testimoniano un marcato calo di selvaggina, soprattutto dove ci sono delle strade accessibili di lepri, cervi, caprioli ecc . Questa criticità è stata più volte evidenziata, si ritiene sia necessaria una vigilanza autorizzata notturna attiva sul territorio ma alla data odierna non vi sono state risposte esaustive.
Come soci di CA e ATC non siamo contrari agli abbattimenti dei cinghiali, anzi, i cacciatori ci siamo resi disponibili per partecipare attivamente al contenimento della Peste Suina Africana".