Con la celebrazione presieduta domenica 5 luglio dal vescovo della diocesi Cuneo-Fossano monsignor Piero Delbosco si è concluso il programma di iniziative che ha accompagnato l'inaugurazione della nuova parrocchia San Pier Giorgio Frassati, che riunisce in un'unica comunità le parrocchie di Moiola, Valloriate, Rittana, Roccasparvera e Gaiola, dove ha sede legale.
Quattro giornate di incontri, pellegrinaggi, musica e preghiera hanno preparato il momento culminante: dall'incontro a Rittana dedicato alla figura del nuovo patrono con l'intervento di Davide Sacchetto al concerto del coro Pacem in terris, fino al pellegrinaggio a Pollone e Oropa, prima della processione di ieri con l'icona di San Pier Giorgio Frassati e della solenne celebrazione eucaristica a Gaiola.
Nei giorni che hanno preceduto l'evento, il bollettino parrocchiale distribuito nelle case dei valligiani aveva affidato alle parole di don Gilberto Sarzotti il significato della scelta.
Il sacerdote ha ricordato come il legame tra San Pier Giorgio Frassati e la bassa valle Stura affondi le radici nell'amore del santo torinese per la montagna e per i più poveri, un rapporto divenuto ancora più significativo dopo la canonizzazione dello scorso settembre. “La scelta di Frassati come protettore – scrive – non è solo un atto devozionale, ma un riconoscimento identitario”. Un santo "di casa", capace di indicare ancora oggi una strada alle comunità della valle.
Don Gilberto individua tre pilastri del messaggio di San Pier Giorgio Frassati per il territorio. Il primo è la fede vissuta nel quotidiano, fatta di preghiera ma anche di impegno concreto e solidarietà. Il secondo è la custodia del territorio, con l'invito a guardare alle montagne come a un patrimonio da amare e preservare. Il terzo è l'unità tra i cinque Comuni: “Il fatto che comunità diverse si ritrovino sotto la protezione di un unico santo è un segnale potente. È l'invito a superare i vecchi campanilismi per camminare insieme, come una cordata di valle che punta a obiettivi comuni”.
Nelle conclusioni del suo messaggio il parroco guarda al futuro della nuova realtà pastorale: “San Pier Giorgio Frassati rappresenta il modello del giovane moderno: dinamico, sportivo, colto, ma con il cuore saldamente ancorato ai valori della carità. È un patrono che non resta immobile su un altare, ma continua a camminare al nostro fianco, zaino in spalla, spronandoci a non stancarci mai di cercare la bellezza e il bene comune”.
Al termine della celebrazione è intervenuto anche il sindaco di Gaiola, Paolo Bottero, che ha ringraziato quanti hanno contribuito all'organizzazione dell'evento e l'intera comunità gaiolese per l'accoglienza riservata ai fedeli provenienti dai cinque paesi della nuova parrocchia.
“Da oggi - ha evidenziato Bottero - non abbiamo perso nulla ma abbiamo acquistato un santo in più da scoprire piano piano, una persona che ben incarna il percorso che ci aspetta chiedendoci di saperci "sporcare le mani" e non rimanere spettatori dei tempi che cambiano.
Per i Gaiulin la festa del paese rimarrà l'Assunta, come per gli altri quattro resterà il legame alle loro tradizioni, che nessuno vuole modificare. Questo è un percorso diverso, è la comunità intera della bassa valle che insieme è chiamata a ritrovarsi verso nuovi cammini.
E così raccogliamo l'invito del vescovo che ci ha chiesto di stare vicini a don Gilberto. In tanti oggi gli abbiamo risposto con i fatti ed in molti modi: eccoci!”.
Un momento di festa che vuole diventare una tradizione itinerante nei prossimi anni. Per il prossimo anno l'appuntamento è già fissato a Moiola, dove sarà celebrato il primo anniversario dell'inaugurazione della Parrocchia San Pier Giorgio Frassati.