A scanso di equivoci lo diciamo subito: l'ammissione del Mondovì Volley al neonato Campionato di volley femminile di A3 non era un epilogo per nulla scontato, anzi. Solo una serie di "congiunture astrali" favorevoli hanno fatto si che alla fine la spuntasse proprio il Puma. Insomma, non solo Saturno ha scelto di non remare contro al Puma, ma un pò tutti i pianeti del sistema solare ha scelto di allinearsi in una congiuntura astrale favorevole.
La società del presidente Pier Domenico Ravera, pur partendo non da favorita, negli ultimi giorni ha finito per guadagnare posizioni a scapito di società la cui domanda di "ripescaggio" sembra che non soddisfacesse appieno i requisiti richiesti dalla Fipav. Dietro questo "salto di categoria", dunque, c'è anche da riconoscere i meriti per la consolidata macchina gestionale e amministrativa del Mondovì Volley. "Essere ripescati non vuol dire comprare la categoria" - ci tiene a ribadirlo in maniera piccata il direttore sportivo Max Rubado - "e forse qualcuno non ha ben presente questa differenza".
Se l'ammissione del Mondovì Volley ha rappresentato una ventata di misurato entusiasmo in tutto l'ambiente monregalese, la società si è da subito messa al lavoro, se mai si fosse fermata, per rendere il roster del Puma ancora più all'altezza della situazione. C'è da difendere una categoria conquistata entrando dalla porta secondaria, ma non per questo da sciupare o da non tenere ben stretta tra le mani. Di questo in casa rossoblù ne sono tutti consapevolmente convinti.
Dopo i primi commenti giunti nelle ore successive alla riammissione in A3, con il presidente Ravera che è stato il primo a parlare pubblicamente, abbiamo raccolto le impressioni del direttore sportivo Max Rubado. Eccolo ai nostri microfoni: