Curiosità - 07 luglio 2026, 16:21

Nel Parco fluviale Gesso e Stura di Cuneo scoperto lo sciacallo dorato

Arriva la prima conferma scientifica della presenza del Canis aureus: un dato storico per il monitoraggio della fauna locale

C’è un nuovo e discreto abitante che frequenta i boschi ripariali del Parco fluviale Gesso e Stura. Per la prima volta in assoluto nella Provincia di Cuneo, è stata confermata scientificamente la presenza dello Sciacallo dorato (Canis aureus). Un risultato storico per il monitoraggio faunistico locale, che testimonia la straordinaria espansione verso Ovest di questo mammifero e l’efficacia delle politiche di tutela della biodiversità portate avanti dall’Ente Parco.

La conferma è arrivata al termine di un vero e proprio lavoro di squadra sul campo. A fine maggio, a seguito della prima segnalazione visiva da parte del naturalista Alessio Ferrari nei dintorni di Cuneo, si sono attivati i ricercatori del Parco, il naturalista Dario Olivero e Chantal Marchisio (tesista e laureanda in Scienze Naturali all'Università di Torino), che hanno posizionato le fototrappole in punti strategici.

Lo sforzo ha premiato i ricercatori e due filmati nitidi non lasciano spazio a dubbi. L’identificazione ufficiale è stata convalidata dal dottor Luca Lapini, massimo esperto della specie in Italia, e dalla dottoressa Elisa Avanzinelli del Centro Grandi Carnivori (istituito presso l’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime).

La presenza di questa specie nel Parco fluviale Gesso e Stura, finora mai segnalata con certezza in Provincia di Cuneo, rappresenta un nuovo dato della sua espansione verso Ovest. Altre osservazioni visive, quindi non documentate fotograficamente, sembrano essere riferibili a questa specie che viene spesso ignorata o non riconosciuta perché confusa con un piccolo lupo, una grande volpe o un cane. In realtà, si tratta di un canide di medie dimensioni, tra 12 e 15 Kg, con muso più corto rispetto al lupo e dimensioni nettamente minori. Il mantello invernale è fulvo-rossastro con sfumature grigiastre, mentre d’estate ha un manto più corto e marrone-dorato. Ha una macchia chiara sotto la gola. A differenza dello sciacallo, la volpe ha una coda con punta bianca abbastanza lunga da toccare terra. 

Molto elusivo e schivo, lo sciacallo dorato non è assolutamente aggressivo per l’uomo o per gli animali domestici e dove è presente tende a passare quasi inosservato. Forma piccoli gruppi famigliari composti dai genitori e dai figli degli ultimi uno-due anni. Si tratta di una specie che si nutre principalmente di erbivori debilitati, malati, anziani, o piccole prede come ratti, lepri, roditori, uccelli. Ma soprattutto è un opportunista che approfitta di molte fonti di cibo occasionale, come rifiuti abbandonati. Come indicato dal dott. Lapini, più che un predatore, lo sciacallo è un raccoglitore opportunista (opportunistic forager) con una fortissima tendenza alla necrofagia: si ciba infatti di carogne offrendoci una serie di servizi ecosistemici. La sua nicchia ecologica si sovrappone a quella della volpe, che tende a farsi più rara dove lo sciacallo è maggiormente presente.

Popola il territorio dell’Asia e dell’ Europa centrale e orientale ma di recente ha manifestato una forte espansione verso occidente, che per una volta non sembra legata ai cambiamenti climatici ma piuttosto a una sua naturale dinamica di popolazione. 

Anche se per la validazione scientifica rimangono indispensabili foto o video, il Parco fluviale Gesso e Stura invita i cittadini, i camminatori e gli appassionati a segnalare eventuali avvistamenti sospetti. Ogni informazione sarà utile ai ricercatori per tracciare e comprendere i futuri spostamenti di questo affascinante animale sul nostro territorio.