Il Comune di Rittana, in collaborazione con la Casa Museo Antonio Carena di Rivoli, il MUDRI (Museo Diffuso di Rittana) e l’associazione L’era granda, presenta una retrospettiva dedicata al pittore Antonio Carena, a un anno dal centenario della nascita. Un’occasione per riscoprire una figura di rilievo nel panorama artistico del Novecento italiano.
Allestita presso il Centro Incontri di Rittana, l’esposizione propone una selezione significativa di circa venti opere, capaci di restituire l’evoluzione di un percorso creativo originale e in continuo divenire. Carena emerge come artista-intellettuale animato da uno spirito libero e anticonvenzionale, distante dai formalismi e dalle rigidità dell’arte ufficiale.
Dagli esordi legati alla pittura informale, maturati all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Enrico Paulucci e Mario Davico, la sua ricerca si è sviluppata attraverso sperimentazioni materiche e luminose, fino ad approdare a una delle cifre più riconoscibili della sua produzione: i celebri cieli in trompe-l’oeil. Le cosiddette “cielagioni” o “nuvolazioni”, avviate già alla fine degli anni Cinquanta, portano il cielo e le sue nuvole su supporti inediti, dalla tela alle superfici urbane, fino alla carrozzeria delle automobili.
Negli anni Settanta Carena anticipa inoltre alcune istanze dell’arte contemporanea introducendo le “Scritte”, lavori che affrontano in chiave ironica e dissacrante i linguaggi della comunicazione e i condizionamenti culturali. Una ricerca coerente con il suo pensiero, sintetizzato in aforismi che invitano a “coltivare l’ironia per allontanare l’idiozia” e a mettere in discussione le convenzioni dominanti.
La retrospettiva rittanese rappresenta quindi un viaggio attraverso le principali fasi artistiche di Carena, dalla tensione esistenziale delle prime opere informali, passando per le sperimentazioni sulla luce e la materia, fino alle elaborazioni concettuali più mature.
Nato a Rivoli nel 1925 e scomparso nel 2010, Antonio Carena ha esposto in importanti sedi nazionali e internazionali, dalla Biennale di Venezia alle gallerie di Torino, Roma e Milano, fino a Parigi. Docente e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Cuneo, ha lasciato un segno profondo anche nel panorama formativo e culturale del territorio.
La mostra si inserisce nel percorso di valorizzazione artistica e culturale promosso dal MUDRI, offrendo al pubblico l’opportunità di avvicinarsi a un autore capace di coniugare sperimentazione, ironia e profondità di pensiero.