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Attualità | 07 luglio 2026, 19:02

Estate ProA(c)tive, 65 giovani protagonisti di un percorso tra Italia e Francia per costruire il futuro delle vallate alpine

Dal Saluzzese al Queyras, passando per Ostana e Torino, prende il via il progetto di Monviso Solidale nell'ambito del Piter+: tutte esaurite le iscrizioni ai primi appuntamenti dedicati ai ragazzi dagli 12 e i 18 anni

In foto Enrico Giraudo, Cristiana Bertaina e Paolo Caraccio

In foto Enrico Giraudo, Cristiana Bertaina e Paolo Caraccio

Offrire ai giovani delle opportunità di crescita per contribuire allo sviluppo delle vallate alpine. Nasce da questo obiettivo "Estate ProA(c)tive", il progetto di Monviso Solidale inserito nella cooperazione transfrontaliera tra Italia e Francia, che a luglio vedrà protagonisti 65 ragazzi e ragazze tra gli 12 e i 18 anni del Saluzzese, delle valli del Monviso e del Queyras.

L'iniziativa è stata presentata dal Consorzio Monviso Solidale, capofila del progetto tematico ProA(c)Tive, inserito nel programma Piter+, che coinvolge i territori del Saluzzese e delle vallate al confine tra Italia e Francia, dalle valli Infernotto, Po, Varaita, Maira, Grana e Stura fino al Queyras. Il progetto punta a rafforzare la collaborazione transfrontaliera attraverso il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni.

Ad illustrarla sono stati il direttore generale del Consorzio Monviso Solidale Enrico Giraudo, la responsabile dell'Area progetti e qualità Cristiana Bertaina e l'educatore professionale Paolo Caraccio della cooperativa Proposta80, coordinatore delle attività dedicate ai giovani.

"Le attivitàha spiega Cristina Bertaina - si tengono tra il 6 e il 10 luglio a Ostana, l'8 luglio nel Queyras, in Francia, e il 17-18 luglio ancora in Italia, a Torino hanno un significato che va oltre i pur ricchi programmi previsti che impegneranno giovani tra i 12 e i 18 anni d'età: l'idea di fondo è cercare di sostanziare concretamente lo spirito di una progettazione europea che proprio nella costruzione di reti comunitarie transfrontaliere identifica una risorsa preziosa. Non a caso – continua Bertaina - i territori alpini, da una parte e dell'altra del confine, sono quelli che in questi ultimi decenni stanno vivendo una situazione che richiede da parte di tutti gli attori territoriali, pubblici e privati, attenzione e cura. Attraverso progetti come questo – di cui ProA(c)Tive è solo una delle tre linee di sviluppo insieme ad Attra(c)Tive (con capofila il Comune di Saluzzo) e Rea(c)Tive (capofila Unione montana Valle Stura) – le cosiddette 'aree interne' possono perciò ritrovare quella centralità culturale, economica e sociale che spetta loro: un processo, questo, che non può che coinvolgere le giovani generazioni".

Sulla stessa linea anche il direttore generale del Consorzio Monviso Solidale, Enrico Giraudo: "Una delle parole-chiave in progetti come questo è partecipazione. Solo con una consapevole partecipazione dal basso da parte di tutti ma in particolare delle giovani e dei giovani, infatti, le comunità possono diventare pienamente protagoniste del proprio presente e solidamente attrezzate per progettare il futuro. Il risultato auspicato è il raggiungimento, nei prossimi mesi ma anche oltre la conclusione del Piter+, di una governance condivisa e partecipata che permetta l'emergere di elementi attrattivi da parte dei territori coinvolti, capaci in questo senso di diventare luoghi in cui si desideri andare o tornare a vivere".

A sottolineare il valore educativo del progetto è stato anche Paolo Caraccio: "Il coinvolgimento delle nuove generazioni rappresenti la vera sfida dei tempi correnti e di quelli che verranno: e ciò si può ottenere solo a patto di riuscire a connettere, mobilitare e responsabilizzare le persone. Comunità più connesse e partecipi hanno la possibilità di progettare un futuro condiviso e proiettato in un tempo lungo".

I tre appuntamenti in programma, dalla montagna alla città, hanno riscosso fin da subito un forte interesse. Le iscrizioni sono andate rapidamente esaurite, confermando l'attenzione dei giovani verso un'iniziativa che punta a farli diventare protagonisti del futuro dei territori alpini. "Un segnale decisamente incoraggiante – affermano gli organizzatori - che conferma la bontà della strada intrapresa".

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