Si è concluso con una condanna a 10 mesi di reclusione e 5mila euro di multa il processo a carico di un uomo accusato in tribunale a Cuneo di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, guida senza patente e false attestazioni sull’identità personale.
I fatti risalgono al febbraio 2022, lungo la provinciale di Racconigi.
Davanti al giudice l’imputato ha raccontato di essere stato fermato dai carabinieri mentre stava rientrando da Savigliano. "Stavo tornando a casa dopo aver acquistato della cocaina - ha spiegato -. Ho incrociato la pattuglia che mi ha visto e ha fatto inversione di marcia. Ho accostato e, sapendo di guidare senza patente, istintivamente ho dato un altro nome. Poi mi sono accorto che tra i militari c’era un carabiniere che conoscevo e ho detto subito il mio vero nome".
L’uomo ha riferito di essere stato consumatore di sostanze stupefacenti per molti anni. "Sono assuntore di droga dal 1990. Di solito mi spostavo in monopattino o con una minicar, ma quel giorno dovevo andare più lontano e ho preso l’auto".
Ha inoltre dichiarato di aver intrapreso un percorso di recupero: "Da quattro anni non faccio più uso di droga e mi sono rivolto al Sert".
Durante la perquisizione i militari trovarono nella sua bocca un involucro contenente circa sei grammi di cocaina, quantitativo che, secondo gli accertamenti, avrebbe consentito di ricavare 23 dosi. Nelle disponibilità dell’uomo furono inoltre rinvenuti una pistola, un bilancino di precisione, un cutter con tracce di sostanza bianca, un ulteriore involucro contenente polvere bianca e tre schede Sim.
L’imputato ha sostenuto che la sostanza fosse destinata esclusivamente al consumo personale. "Di solito acquistavo circa cinque grammi alla volta, che dividevo e consumavo giorno per giorno. Lo facevo per non rischiare di restare senza".
In discussione il pubblico ministero ha ritenuto provati il reato di detenzione ai fini di spaccio e quello di guida senza patente, chiedendo invece il non doversi procedere per il reato di false generalità per particolare tenuità del fatto ai sensi dell’articolo 131-bis del Codice Penale. "L’uomo si è subito reso conto dell’errore commesso e ha fornito le proprie vere generalità", ha osservato il magistrato.
La difesa si è associata alla richiesta di proscioglimento per il reato relativo alle false generalità e ha chiesto l’assoluzione dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Secondo il legale, infatti, non sarebbe stata raggiunta la prova della destinazione della sostanza alla cessione a terzi: l’uomo, privo di disponibilità economiche, avrebbe verosimilmente acquistato il quantitativo sequestrato per uso personale. In subordine è stato richiesto il minimo della pena per la contestazione relativa alla guida senza patente.