Cronaca - 14 luglio 2026, 18:23

Auto lasciata in officina e mai restituita per mesi: assolto meccanico monregalese

L’uomo era accusato di appropriazione indebita dopo la denuncia di un cliente che, per mesi, non era riuscito a rientrare in possesso della propria vettura. Per il giudice il fatto non costituisce reato

Immagine di repertorio

Si è concluso con un’assoluzione il processo a carico di un meccanico monregalese finito a giudizio con l’accusa di appropriazione indebita per una vicenda legata a un’autovettura affidatagli per una riparazione.

Secondo quanto emerso nel corso del dibattimento, nell’agosto 2023 il proprietario del mezzo si era rivolto all’officina a causa dell’accensione di una spia. Da quel momento, però, non era più riuscito a rientrare in possesso dell’auto. La persona offesa ha riferito di aver tentato ripetutamente di recuperare il veicolo, ricevendo ogni volta rassicurazioni sul fatto che sarebbe stato riparato e riconsegnato nel giro di pochi giorni.

La parte civile ha ripercorso i numerosi tentativi compiuti dal proprietario per ottenere la restituzione del mezzo, evidenziando come i mesi siano trascorsi senza alcun risultato concreto, fino all’invio di una diffida formale nel dicembre dello stesso anno. Anche i carabinieri, intervenuti più volte presso l’officina, avrebbero ricevuto dall’imputato analoghe rassicurazioni circa l’imminente riconsegna dell’autovettura.

Nel corso della discussione è stato inoltre ricordato come il proprietario avesse deciso di rivolgersi a un’altra autofficina, comunicando al meccanico l’arrivo di un carro attrezzi per il recupero del veicolo. Un testimone ha riferito di aver visto l’imputato spostare manualmente l’auto nelle vicinanze dell’officina.

Il pubblico ministero, tuttavia, ha chiesto l’assoluzione, ritenendo non provato l’elemento soggettivo del reato. A sostegno della propria valutazione ha richiamato le dichiarazioni del maresciallo dei carabinieri intervenuto nelle indagini, che aveva rinvenuto il veicolo presso l’officina smontato e in fase di riparazione. La stessa persona offesa aveva inoltre dichiarato di vedere frequentemente l’auto parcheggiata nelle vicinanze dell’attività.

Sulla stessa linea la difesa, che ha definito quello contestato all’imputato "un comportamento talmente stupido da escludere la malafede", sostenendo come la condotta fosse difficilmente comprensibile ma incompatibile con la volontà di appropriarsi del bene altrui. Il legale ha inoltre evidenziato che il veicolo non era stato nascosto e che, al termine della vicenda, era stato restituito al proprietario e successivamente rottamato.

Accogliendo la richiesta del pubblico ministero, il giudice ha pronunciato sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

CharB.