Gli alberi caduti durante il violento temporale che ha investito Alba nei giorni scorsi hanno riaperto il dibattito sulla gestione del verde pubblico. Un confronto che, secondo l'assessore all'Ambiente Roberto Cavallo, non può fermarsi alla ricerca di un colpevole, ma deve diventare l'occasione per interrogarsi su come il cambiamento climatico stia modificando anche il modo di progettare e mantenere il patrimonio arboreo cittadino.
"A livello comunale, al di là degli interventi di emergenza svolti dagli operai e dai Vigili del fuoco, mi interessava soprattutto aiutare i cittadini a riflettere sulla complessità della situazione. Cercare una spiegazione semplice è comprensibile, ma spesso non basta".
L'assessore ricorda come gli alberi cittadini siano sottoposti a controlli periodici, ma sottolinea che anche le piante, come qualsiasi organismo vivente, possono manifestare criticità impreviste.
Alle verifiche ordinarie si aggiungono però condizioni climatiche che fino a pochi anni fa erano molto meno frequenti. La lunga siccità, ad esempio, indebolisce sia il terreno sia le piante.
"Un terreno molto secco trattiene meno efficacemente le radici e gli anni di siccità producono alberi con strutture meno elastiche. Quando arrivano raffiche molto intense, anziché piegarsi tendono a spezzarsi."
Secondo Cavallo, anche il vento rappresenta un elemento relativamente nuovo per il territorio albese.
"Storicamente Alba è sempre stata considerata un'area poco ventosa, tanto da essere esclusa dalle mappe dedicate all'energia eolica. Oggi però stiamo osservando fenomeni diversi, legati anche alle maggiori differenze di temperatura che si creano tra masse d'aria differenti e che generano venti, grandinate e temporali più intensi."
Per questo motivo, aggiunge l'assessore, la gestione del verde dovrà evolvere.
"Il verde urbano va ripensato. Ci sono specie che un tempo erano perfettamente adatte e oggi lo sono molto meno. Anche le tecniche di manutenzione devono cambiare."
Tra gli aspetti sui quali il Comune sta già lavorando rientra anche il tema dell'irrigazione.
"Oggi disponiamo di tecnologie che consentono di irrigare solo quando il terreno ne ha realmente bisogno. In una parte dei giardini di via Roma, ad esempio, è già presente un sistema con sensori che misurano l'umidità del suolo e attivano automaticamente l'irrigazione solo quando serve. È una soluzione che permette di risparmiare acqua e allo stesso tempo di mantenere il verde in condizioni migliori."
Secondo Cavallo, l'obiettivo non è soltanto gestire le emergenze, ma preparare la città a condizioni climatiche sempre più diverse da quelle sulle quali è stata progettata negli ultimi decenni.
"Servirà più verde, ma servirà anche un verde diverso. Dobbiamo iniziare a ripensare le città partendo da questa consapevolezza."