Alcuni banchi di legno al posto di una parte delle sedie bianche. È bastato questo cambiamento, introdotto all'inizio di luglio nella chiesa di San Giovanni a Savigliano, per dare luogo a un acceso dibattito sui social network, in particolare sulla pagina Facebook "Sei di Savigliano se...", dove decine di utenti hanno espresso opinioni contrastanti tra nostalgia, critiche e apprezzamenti.
A fare chiarezza è il parroco unico di Savigliano, don Alessandro Sacco, che ridimensiona la vicenda: "Si sa che ogni cambiamento crea sempre qualche reazione, ma mi sembra una polemica decisamente sopra le righe rispetto a quello che è realmente successo. I quattordici banchi - spiega il sacerdote - non sono stati acquistati ma arrivano dalla sacrestia della chiesa di Sant'Andrea, dove erano inutilizzati. Le sedie sono rimaste e continueranno a esserci: chi preferisce stare seduto sulle sedie può farlo, chi desidera utilizzare il banco o inginocchiarsi ha semplicemente una possibilità in più.
La scelta - sottolinea don Sacco - nasce soprattutto da motivazioni pratiche. La chiesa presenta un problema di acustica: quando è poco frequentata si crea molto rimbombo. Un tecnico ci ha suggerito alcuni interventi per assorbire il suono e tra questi anche la presenza di elementi in legno come i banchi. Nei prossimi mesi valuteremo anche altre soluzioni".
San Giovanni ha già subito importanti trasformazioni nel corso della sua storia. L'edificio, costruito tra il 1911 e il 1922 su progetto dell'ingegnere torinese Enrico Mottura, fu profondamente modificato negli anni Settanta, quando vennero eliminati gran parte degli altari laterali e degli elementi decorativi tradizionali e le pareti dipinte di viola coprendo tutti gli affreschi, con lo spostamento dell'altare sul lato destro e successivamente negli anni duemila riportato nell'abside della navata centrale ritinteggiando le pareti di color crema.
Secondo don Sacco, il dibattito avrebbe potuto essere affrontato con modalità diverse. "Il Vangelo dice che se uno ha qualcosa contro il proprio fratello va prima a parlarne con lui. Mi spiace che nessuno abbia pensato di chiedere direttamente spiegazioni prima di scrivere sui social".
Sulla pagina Facebook "Sei di Savigliano se..." i commenti si sono moltiplicati. Molti utenti hanno accolto con favore il ritorno dei banchi, sostenendo che rendano l'ambiente più raccolto e più adatto alla preghiera, oltre a permettere di inginocchiarsi durante le celebrazioni. Altri, invece, hanno espresso il timore che la chiesa perda quell'impostazione moderna caratterizzata dalle sedie bianche, chiedendo maggiore condivisione delle decisioni con la comunità parrocchiale. Non sono mancati interventi che hanno ricordato come l'edificio abbia già conosciuto numerosi cambiamenti nel corso della sua storia, invitando a non trasformare una scelta limitata in una contrapposizione ideologica.
Il parroco di Savigliano ha inoltre precisato che la decisione non è stata presa all'insaputa degli organismi parrocchiali. La collocazione dei banchi è stata infatti illustrata al Consiglio per gli affari economici durante la riunione del 29 giugno. "Non essendoci stata alcuna spesa significativa – spiega don Sacco – non era una decisione che richiedeva particolari deliberazioni, ma ho comunque ritenuto corretto informare il Consiglio economico".
Per quanto riguarda il Consiglio pastorale, il sacerdote ricorda che l'organismo è attualmente scaduto ed è in fase di rinnovo, motivo per cui nei prossimi mesi verrà ricostituito.
Il sacerdote invita a guardare oltre la polemica. "Non è cambiata l'impostazione della chiesa e non ci sarà alcuna rivoluzione. Stiamo semplicemente facendo alcune prove per migliorare un problema concreto che tanti fedeli mi hanno segnalato. Alla fine credo che la cosa migliore sia rispettare ciò che i nostri padri ci hanno lasciato e cercare di viverlo oggi con continuità".