Attualità - 20 luglio 2026, 14:22

Valle Mongia, rinasce la tradizione alpina alla Cappella di Santo Stefano

La giornata si è aperta con l’Alzabandiera seguita dalla Santa Messa officiata sotto il portico della splendida chiesetta alpina dal parroco don Marco Giordanengo. Il momento più emozionante è stata la benedizione del nuovo gagliardetto del gruppo Alpini Valle Mongia, simbolo di ripartenza per una realtà ferma dal 2019

Dopo anni di interruzione, domenica 19 luglio le "Penne Nere" sono tornate a far risuonare la loro voce e i loro canti alla Cappella di Santo Stefano, a Lisio, in Valle Mongia. Una cerimonia sentita e partecipata che ha segnato il forte legame tra il territorio della Valle Mongia e gli alpini.


La giornata si è aperta con l’Alzabandiera seguita dalla Santa Messa officiata sotto il portico della splendida chiesetta alpina dal parroco don Marco Giordanengo. Il momento più emozionante è stata la benedizione del nuovo gagliardetto del gruppo Alpini Valle Mongia, simbolo di ripartenza per una realtà ferma dal 2019.


A tratteggiare il profondo valore storico e spirituale del sito è stato Enzo Bozzolo, che ha ricordato come la cappella sorga su un luogo sacro già da millenni, dedicata in epoca cristiana a Santo Stefano, primo martire, e a Maria Maddalena. Bozzolo ha poi ripercorso la cronologia recente: dal 1977, anno in cui gli Alpini ottennero dalla Curia la gestione dell'area (ripristinando la strada, l'intonaco, il campanile, il pavimento e posizionando il monumento con il cannone), fino al 2011, ultimo anno della festa ad alta quota.


La cerimonia ha visto gli interventi delle autorità locali, a partire da Maria Teresa Bruno, capogruppo del Gruppo ANA Valle Mongia che ha organizzato l'evento, e dai sindaci di Lisio, Scagnello e Viola e di Amalia Ruffino, consigliere di Battifollo che ha letto una poesia.


La neo eletta capogruppo Bruno ha ringraziato i presenti "ma soprattutto i tanti Alpini volontari che in questi mesi hanno lavorato con impegno e passione per ripristinare questo luogo così carico di storia".
Il sindaco di Lisio, Stefano Rossi, ha espresso profonda gratitudine a don Marco, agli alpini, al coro e a tutti i volontari che si sono spesi per ripulire e ripristinare l'area: "Dopo anni di fermo non era facile riattivare un gruppo fermo dal 2019. Un plauso va anche al debutto della Pro Loco di Lisio che, insieme alla Pro Loco di Viola, ha curato il buffet di questa giornata”.


Particolarmente toccante l'intervento di Fabrizio Carena, presidente sezione ANA di Ceva, presente con i rappresentanti del direttivo, che ha ringraziato la capogruppo Maria Teresa e tutti i partecipanti: "Noi alpini abbiamo un dovere: caricarci ogni giorno sulle spalle uno zaino che ha compiuto 107 anni, lasciatoci in eredità dai caduti, dai dispersi e da chi ha reso gli Alpini una realtà rara in Italia e nel mondo. È uno zaino pesante, ma è anche spazioso: va riempito anche con queste cerimonie e con la solidarietà con le oltre 2 milioni e 500 mila ore di volontariato offerte l'anno scorso dalle penne nere. Finché ci sarà un alpino, ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutare”.


Carena ha poi ringraziato il maestro della Fanfara di Ceva, Gianni Vinai, il coro di Lisio Cantus Firmus, che ha accompagnato la cerimonia, ed il Tenente Colonnello Andrea Raviolo del 2° Reggimento Alpini della caserma Vian di Cuneo, che a sua volta ha ricordato lo stretto legame tra l’Associazione nazionale Alpini e gli Alpini in armi.

comunicato stampa