Ritorna la questione delle carrozze trainate dai cavalli durante il periodo natalizio a Cuneo. Già lo scorso anno, infatti, erano avvenute diverse proteste dalle associazioni animaliste del territorio come la Lav Cuneo Veg e SEquS. Quest’anno, le associazioni mettono la questione nero su bianco sottoscrivendo una lettera aperta ai cittadini, invitando a una riflessione.
“Nessun cavallo sceglie spontaneamente di trainare una carrozza in mezzo alla folla. Quella che può apparire come collaborazione è in realtà il risultato di un lungo processo di addestramento finalizzato a ottenere obbedienza e controllo. Per assoggettare un animale alla volontà umana - sostengono queste associazioni - vengono impiegati strumenti di coercizione fisica e psicologica, come il morso, le briglie, la frusta e gli speroni. Prima ancora di essere esibito in pubblico come attrazione, ogni cavallo attraversa un percorso di doma volto a renderlo funzionale alle esigenze dell'uomo, un processo di progressiva limitazione della sua autonomia che avviene lontano dagli occhi dell'opinione pubblica.”
Secondo le associazioni, gli animali non vengono sempre trattati in modo corretto, ma piuttosto sfruttati e addestrati quindi con modalità sbagliate, persino simili allo sfruttamento ed è per questo che i chiedono se questa usanza renda davvero il Natale "speciale". Per questo motivo gli enti hanno chiesto nuovamente un confronto con Confcommercio e l’Amministrazione comunale proponendo nuove alternative.
Confcommercio ha però confermato la volontà di voler proseguire con questa tradizione poiché conforme alle normative vigenti.
“È evidente che ogni iniziativa debba rispettare la legge; tuttavia, la legalità non coincide, spiegano le associazioni, necessariamente con la giustizia. La storia dimostra che molte forme di oppressione, pur essendo pienamente legali sono state successivamente riconosciute come moralmente inaccettabili. Pensiamo, ad esempio, alla schiavitù o alla condizione di inferiorità giuridica delle donne. Il loro superamento è stato possibile grazie a una trasformazione culturale che ha preceduto quella legislativa. È esattamente ciò che sta accadendo oggi nel nostro rapporto con gli altri animali.”
LAV, Cuneo Veg e SEquS sostenengono quindi che la legalità non coincida per forza con la giustizia e l’etica. La storia, secondo loro, lo dimostra: molte forme di oppressione erano prima considerate legali, poi grazie a un cambiamento culturale la situazione è cambiata. Ciò sta succedendo anche con la questione animalista. Le persone stanno rifiutando l’idea che gli animali siano strumenti.
“Facciamo in modo che il Natale di Cuneo continui a essere un momento di festa, concludono, ma lo sia per tutti. Dimostriamo che è possibile costruire una città accogliente, attrattiva e viva senza trasformare gli animali in strumenti di intrattenimento. Perché il modo in cui scegliamo di celebrare una festa racconta molto del tipo di società che vogliamo essere”.














