Lavori di adeguamento antisismico per oltre 7,6 milioni di euro e un profondo riassetto funzionale degli spazi: è il futuro dell'ospedale Poveri Infermi di Ceva, presentato presso la sala riunioni del nosocomio cebano dall'Asl Cn1. Alla conferenza sono intervenuti i vertici dell'azienda sanitaria e i rappresentanti del Comitato dei Sindaci Distretto Sud-Est Asl Cn1, guidati dal presidente e sindaco di Monastero di Vasco Franco Bosio, dal sindaco di Ceva Fabio Mottinelli e dal sindaco di Mondovì Luca Robaldo.
L’intervento di sicurezza strutturale, illustrato dal direttore amministrativo dell'Asl Cn1 Diego Poggio, vale complessivamente 7.650.000 euro (finanziati con fondi ex art. 20 della legge 67/1988) e riguarderà il corpo C1 dell’edificio su un'area di circa 1.000 metri quadrati. I lavori dureranno 477 giorni con conclusione prevista a inizio 2028. Verranno realizzati il consolidamento delle fondazioni, il rinforzo dei solai e la creazione di un nuovo giunto sismico tra il corpo C1 e il corpo C2. Per garantire la continuità dei servizi sanitari, l'area di cantiere sarà separata e nel cortile antistante sono già stati posizionati moduli prefabbricati destinati agli sportelli del laboratorio analisi e del pre-ricovero.
"Effettuare lavori in un ospedale è come cambiare le gomme a un’auto in corsa – ha commentato il direttore amministrativo Diego Poggio –, la sanità non si può fermare, ed è questa la vera sfida. Il nostro obiettivo è apportare ingenti interventi strutturali arrecando il minor disturbo possibile e garantendo le prestazioni sanitarie nel loro complesso".
In parallelo ai cantieri edilizi prenderà forma il nuovo Piano Direttorio, la cui riorganizzazione funzionale è stata dettagliata dal direttore sanitario dell'Asl Cn1 Monica Rebora. La Dialisi verrà trasferita dal quarto al primo piano, aumentando le postazioni da 8 a 12 e dotandosi di un nuovo impianto di osmosi. Al primo piano sarà concentrata anche tutta l'area chirurgica (Day Surgery, Chirurgia, Oculistica, endoscopia e il nuovo Ospedale di Comunità). Il secondo piano ospiterà degenza e riabilitazione, il terzo gli spazi per la libera professione e le associazioni come l'Avis, mentre il quarto piano sarà riservato agli uffici e al Corpo Logistico Sanitario Piemontese.
I dati diffusi testimoniano un aumento del 9% delle prestazioni erogate nei primi cinque mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento del 5% degli interventi chirurgici e l'assunzione di 31 nuove unità dal 1° gennaio 2024. Il piano prevede anche l'arrivo di un nuovo geriatra, l'attivazione di un ambulatorio ortopedico in collaborazione con l'ospedale di Mondovì, il potenziamento della Chirurgia Cardiovascolare e un accordo con la Regione Liguria per uno scambio di professionisti tra l'Asl di Savona e le strutture di Ceva e Mondovì.
"L’ospedale di Ceva si contraddistingue per dinamicità ed eccellenza – ha evidenziato il direttore sanitario Monica Rebora –. Lo scopo della riorganizzazione è non solo garantire questi alti livelli di prestazione, ma migliorarli ulteriormente".
Nel corso dell'incontro la dirigente medica del distretto Ornella Righello ha illustrato i servizi della nuova Casa di Comunità, attiva dallo scorso mercoledì 13 maggio 2026 per la gestione delle patologie croniche e dell'assistenza territoriale.
"Posso confermare che Ceva avrà un ambulatorio ortopedico in più e che ci sarà uno scambio collaborativo con Savona – ha ribadito il direttore generale dell'Asl Cn1 Giuseppe Guerra –. L’azienda sanitaria ha a cuore questi lavori perché migliorano la struttura e la qualità del servizio, mantenendo al centro il bene del paziente".
Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti del territorio. Per il sindaco di Monastero di Vasco Franco Bosio "il progetto di adeguamento guarda al futuro di un presidio fondamentale per l'area", mentre il primo cittadino di Ceva Fabio Mottinelli ha sottolineato come "i nuovi spazi e i percorsi agevolati rappresentino un valore aggiunto per tutti i cittadini". Infine, il sindaco di Mondovì Luca Robaldo ha rimarcato "la forte volontà collaborativa di tutti i Comuni della zona per spiegare al meglio le funzionalità di Case e Ospedali di Comunità".