Riceviamo e pubblichiamo:
Il Grande Corso Giolitti non è sporco per caso. È sporco perché è stato lasciato. Ogni bottiglia rotta, ogni cassetta di frutta marcia sotto i portici, ogni sacchetto strappato è il segno di una presenza che manca.
Manca il controllo, manca il rispetto, manca chi dovrebbe dire "qui si vive". Noi ci siamo. Paghiamo, resistiamo, puliamo davanti a casa nostra. Ma non possiamo sostituirci al Comune.
Essere abbandonati dalla propria città fa più male della sporcizia. I portici erano il salotto di Corso Giolitti, oggi sono diventati la discarica a cielo aperto di altri.
Frutta a terra, buste, bottiglie. La puzza d'estate, il vetro abbandonato ovunque....Traffici poco leciti fra i pilastri, gente che "ha preso la residenza " sulle panchine da mattina a sera...
Sotto casa nostra è nato un mercato senza regole, e noi siamo diventati i custodi non pagati.
Siamo stanchi di aprire la finestra e trovare il degrado. Siamo stanchi di chiedere e non ricevere risposta.
Un portico lercio non è solo brutto. È il messaggio che questo quartiere non vale. La cosa più grave non è la bottiglia per terra. La cosa più grave è che ci stiamo abituando. Che i bambini non corrono più. Che la sera abbassiamo le tapparelle. Che diciamo "tanto è sempre così" e ce ne andiamo.
Siamo stanchi. E la stanchezza sta uccidendo la speranza. Ma finché c'è una persona che si affaccia e dice "non è giusto", il Corso non è ancora morto.
Chiediamo solo di non essere lasciati soli a difenderlo. "Noi le finestre le teniamo ancora aperte. Ma il Comune da che parte guarda?"
Lettera firmata