Eventi - 22 luglio 2026, 15:02

“Tra Palco e Cielo” debutta a Paraloup: anteprime teatrali tra storia e natura

Prima edizione del festival prodotto da Musicampus con Fondazione Nuto Revelli e Borgata Paraloup: due spettacoli contemporanei in residenza, il palco è un anfiteatro a cielo aperto

“Tra Palco e Cielo” è la prima edizione del festival di anteprime teatrali in programma a Paraloup, prodotto dall’associazione Musicampus con il patrocinio di Confindustria Cuneo e in collaborazione con Fondazione Nuto Revelli e Borgata Paraloup. Il progetto è interamente dedicato al teatro contemporaneo e ospita spettacoli in prima assoluta, lavori in fase di studio o al debutto, valorizzando la ricerca artistica e la nuova drammaturgia in uno dei luoghi simbolo della memoria partigiana cuneese.

Il festival si svolge su un palco a cielo aperto unico in Italia, dove il paesaggio diventa scenografia naturale e parte integrante della rappresentazione. Gli artisti trascorrono una residenza in borgata e presentano i loro lavori in forma di prove aperte o studi scenici, offrendo al pubblico l’opportunità di assistere a spettacoli ancora in evoluzione. L’obiettivo è creare un rapporto intimo tra spettatori e artisti, in un’esperienza essenziale che mette al centro il linguaggio teatrale, amplificato dal contesto storico e paesaggistico di Paraloup.

L’edizione 2026 propone due appuntamenti, entrambi alle ore 18, con la possibilità – su prenotazione – di abbinare allo spettacolo una cena o un aperitivo al rifugio. Il 26 luglio va in scena “Tredici rose”, opera di Carla Rossi prodotta da Associazione Musicampus, con Alessia Olivetti e Lara Leggero, la voce di Eugenio Gradabosco, scene e costumi di Lisa De Giorgi e Barbara Re, light design di Pierpaolo Nuzzo e regia di Alessia Olivetti. Lo spettacolo indaga la persistenza delle voci femminili cancellate dalla storia, partendo dalle tredici giovani repubblicane fucilate dal franchismo il 5 agosto 1939 al cimitero dell’Almudena di Madrid e intrecciando quella memoria con le immagini delle donne iraniane perseguitate per aver reclamato libertà, istruzione e autodeterminazione.

La drammaturgia, stratificata ed evocativa, restituisce corpo, voce e presenza a figure che il regime aveva tentato di ridurre al silenzio, fondendo documentazione storica, lirismo, musica e testimonianze. La scena si apre nel Lyceum Club Femenino di Madrid, luogo reale dell’emancipazione femminile nella Spagna repubblicana, trasformato con l’irrompere della guerra civile in spazio di resistenza, rifugio e cospirazione. “Tredici rose” si configura così come un’opera sospesa fra memoria storica e testimonianza incompiuta, chiamata a interrogare il presente attraverso le ferite irrisolte del Novecento europeo.

Il 9 agosto, sempre alle 18, è la volta di “Scritte a mano”, spettacolo con musica dal vivo di e con Roberta Belforte, accompagnata al pianoforte da Chiara Merlo. Al centro c’è il rito delle lettere: cartoline, biglietti d’auguri, messaggi che attraversano distanze e ostacoli per arrivare a destinazione. Lo spettacolo si presenta come un viaggio tra penne e francobolli, volti e voci di sconosciuti che, in qualche modo, parlano anche di noi, in un percorso fatto di corrispondenze, sensi unici e occasioni rimandate.

“Scritte a mano” è anche una riflessione sul valore delle parole – scritte, consegnate, rimandate, cancellate o omesse – e su ciò che resta nelle relazioni quando la comunicazione si affida alla lentezza dell’inchiostro e della carta. In questo dialogo tra memoria privata e dimensione collettiva, il palcoscenico all’aperto di Paraloup diventa luogo di ascolto e di condivisione, dove il teatro contemporaneo incontra la storia e la natura.