Attualità - 23 luglio 2026, 08:51

Ora la famiglia di Mario Roggero sceglie il silenzio: "Grazie a chi ci è stato vicino"

Dopo il rigetto della richiesta urgente di differimento della pena, il messaggio sui social dei familiari: "Porteremo nel cuore l'affetto ricevuto". La decisione definitiva spetta al Tribunale di Sorveglianza di Torino

Dopo giorni al centro dell'attenzione mediatica, la famiglia di Mario Roggero sceglie il silenzio. Lo fa con un messaggio pubblicato sui social poche ore dopo la decisione del Magistrato di Sorveglianza di Torino, che ha respinto l'istanza di differimento facoltativo dell'esecuzione della pena, presentata dalla difesa anche nella forma della detenzione domiciliare, ritenendo che non sussistessero i presupposti per un provvedimento urgente.

Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l'omicidio di due rapinatori dopo l'assalto alla sua attività nel 2021, resta quindi detenuto nel carcere di Bollate. La vicenda giudiziaria, tuttavia, non è conclusa: il rigetto è stato pronunciato dal Magistrato di Sorveglianza, giudice monocratico competente ad adottare i provvedimenti d'urgenza. La decisione nel merito dell'istanza spetterà invece al Tribunale di Sorveglianza di Torino, chiamato a pronunciarsi in composizione collegiale.

In questo contesto arriva la scelta della famiglia di interrompere la comunicazione pubblica. Nel lungo messaggio diffuso sui social, i familiari hanno voluto anzitutto ringraziare le numerose persone che in questi mesi hanno manifestato vicinanza e solidarietà.

"Ci sono momenti in cui le parole sembrano non bastare e forse questo è uno di quei momenti – si legge nel post –. In questi mesi abbiamo ricevuto qualcosa che non dimenticheremo mai: l'affetto di milioni di persone che, pur non conoscendoci, hanno scelto di esserci. C'è chi ha dedicato una preghiera a Mario. Chi ci ha scritto parole capaci di dare conforto. Chi ha telefonato. Chi ci ha teso una mano con un aiuto concreto. E chi, semplicemente, ogni giorno ha rivolto un pensiero alla nostra famiglia. Ogni gesto, piccolo o grande, ci ha ricordato che l'umanità esiste ancora".

Parole che arrivano mentre prosegue il percorso giudiziario avviato dalla difesa. L'istanza di differimento era stata depositata alle 10 di giovedì 17 luglio dall'avvocato Stefano Marcolini e dall'analista processuale Sergio Novani, quando Roggero non era ancora entrato in carcere e si trovava in stato di libertà. Per questo era stata presentata al Tribunale di Sorveglianza di Torino.

Secondo la difesa, infatti, la competenza si determina al momento della presentazione dell'istanza. L'articolo 677, comma 2, del Codice di procedura penale stabilisce che, quando il condannato è ancora libero, è competente il Tribunale di Sorveglianza del luogo di residenza o domicilio. Essendo Roggero residente a La Morra, la competenza sarebbe quindi rimasta in capo all'ufficio torinese.

Nel frattempo, però, il gioielliere è stato trasferito nel carcere di Bollate. Da qui il primo passaggio degli atti a Milano da parte del Magistrato di Sorveglianza di Torino, ritenendo competente l'ufficio lombardo. Milano ha però sostenuto la permanenza della competenza in Piemonte, sollevando un conflitto negativo di competenza davanti alla Corte di Cassazione.

Nel decreto di rigetto, il Magistrato di Sorveglianza ha richiamato la giurisprudenza della Cassazione, sottolineando come il differimento dell'esecuzione della pena costituisca un istituto residuale, applicabile soltanto quando l'esecuzione della pena non sia ancora iniziata. Una condizione che, dopo l'ingresso di Roggero in carcere, non ricorre più. Da qui il rigetto della richiesta urgente e il rinvio di ogni ulteriore valutazione al Tribunale di Sorveglianza di Torino.

La famiglia, intanto, ha deciso di fermarsi.

"Al di là delle idee, delle opinioni e delle differenze, abbiamo incontrato persone che hanno scelto di guardare prima di tutto il lato umano di questa storia. A ciascuno di voi va il nostro grazie più sincero. Porteremo nel cuore l'affetto, la vicinanza e la solidarietà che ci avete dimostrato. Da oggi, per rispetto di questo momento e della nostra famiglia, le pagine ufficiali osserveranno un periodo di silenzio. Grazie davvero".

redazione