Il nuovo libro di Papa Leone chiede a tutti di impegnarsi per la Pace. Nessuno escluso. La Pace nasce da NOI. Dal NOI. Può sembrare improprio che Uncem scelga di dedicare una mezza giornata estiva, al Santuario di San Magno a Castelmagno proprio alla Pace. Che parte dai Comuni. Primo agosto. Con i Comuni. Quelli sempre un po' troppo litigiosi e campanilisti, un po' soli e un po' in contrasto tra loro da sempre. Quelli che però, dagli anni Settanta con le Comunità montane, hanno capito che lavorare insieme è efficace, fa bene, serve ai territori. Deve essere così anche oggi con le Unioni montane. Ma è solo una operazione opportunista? e se non si lavora insieme, se non si creano sinergia, lo si fa per quale interesse di parte e personale, municipalista? I Comuni, al netto di una inutile retorica e di luoghi comuni, possono costruire la Pace? E cosa serve oggi per costruire relazioni autentiche tra Amministratori, tra dipendenti, tra Amminstratori? La mia capacità e la mia forza di Comune servono anche a te vicino. Chi ha di meno può sostenere chi ha di più, nel garantire i servizi - sembra un paradosso - e ovviamente viceversa. "Perequazioni" la chiamano i geografi, necessaria. Lungo una valle va applicata.
Non è un caso che Uncem il 1° agosto abbia voluto, come titolo di una iniziativa pubblica a Castelmagno in ricordo di Lido Riba, il il titolo emblematico: "Percorsi di Pace. Vedersi Nuovi. Come territori, Enti locali comunità devono generare dialogo, unione e fiducia". Parole dense, dure forse, troppo spesso fuori dai nostri confini amministrativi.
"Pensiamo che non ci riguardino, e invece si, riafferma Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte -. "Non ci salviamo con municipalismo, burocrazia, contributi. E manco una legge ci salva". Di certo non ci salvano i giudizi e le critiche tra Amministratori, manco il considerarsi più bravi, con più soldi, salvati perché in graduatoria o in un elenco. Nessuno si salva da solo. Sarà per questo che Uncem insiste da molto tempo sul "vedersi nuovi". Cambiare approccio interpersonale, costruire fiducia e stima, generare legami politici che vadano oltre vecchie e inutili incrostazioni, che esaltino l'impegno di una valle insieme in dialogo con le zone urbane che riconoscano la specificità delle aree montane. Comuni insieme per costruire opportunità. Per essere veri. Vedersi nuovi tra Sindaci, dimenticando giudizi, partiti politici, cosa voti e cosa pensi. Lasciare anche da parte qualche eccessiva ambizione, guardare con il giusto distacco e approccio alla carica, agli impegni, puntare su un patto di impegno, di reciprocità. Andare verso, fare spazio all'altro, anche al Sindaco che la pensa diverso. Non per un guadagno. Una prossimità come stile politico. Partire da un rinnovato rapporto di fiducia: aprirsi all'altro, farsi uno, ascoltare di più, pensare che le idee si cambiano nella relazione. Non è stupido "volemmose bene". E manco opportunismo. È relazione, molto più di rispetto, è "amore politico" lo chiamavano Chiara Lubich e Igino Giordani, Deputato sulla via della Santità (come altri otto della Costituente, numeri importantissimi, figure da imitare, "Santi insieme" nell'Aula del Parlamento, non da soli), è la "Politica forma più alta di carità", per dirla con Paolo VI. È un approccio sinodale. Nel "Camminare insieme" si è più forti e anche nello sbagliare insieme si affrontano le sfide. Lo ha detto Uncem un anno fa, nel quarto anniversario di Lido Riba, a Pinerolo.
Per montare percorsi di pace, per dire come si cambia, come si sta insieme, non si può non vedersi nuovi. È anche questo il cuore del messaggio di un libro di Flavia Risso e Giancarlo Montedoro (Risso è Consigliere di Stato e Assistente di studio presso la Corte costituzionale, e sarà presente a Castelmagno) dal titolo "Voci e percorsi di Pace", che arriva in alta Valle Grana (la valle dove è cresciuto Lido Riba, per 15 anni Consigliere regionale e per 15 anni Presidente Uncem) dopo la prima tappa a Palazzo Reale a Milano. Un successo, un anticipo di fatto in tanti contenuti, del libro del Pontefice appena uscito. Vedersi nuovi, tra Sindaci e Amministratori. Cambiare approccio. Cambiare stile, aprirsi a una dinamica interpersonale che diventa stile politico, istituzionale. Meno giudizi, meno critiche, meno cose che non vanno. Costruire la pace tra Sindaci e Comuni nelle aree montane: mettendo in luce il molto che unisce e non il poco che divide. Stile nuovo. Ne abbiamo bisogno.