Attualità - 24 luglio 2026, 16:28

A Revello la memoria di Stefano Miretto e Domenica Fraire rivive in due murales dipinti sulla loro casa

A Revello la memoria di Stefano Miretto e Domenica Fraire rivive in due murales dipinti sulla loro casa

Ci sono storie che meritano di essere tramandate perché hanno lasciato un segno nella vita degli abitanti di un'intera comunità. A Revello, il ricordo di Stefano Miretto, storico orologiaio deceduto tre anni fa, e della moglie Domenica Fraire, venuta a mancare recentemente, che per lungo tempo lo ha affiancato nella gestione del negozio, rivive oggi attraverso due murales dedicati alla loro memoria

Un omaggio voluto dalla figlia Nadia, che ha trasformato il ricordo dei genitori in un segno visibile e duraturo, capace di raccontare a residenti e visitatori una vita fatta di lavoro, fede, sacrificio e profondo legame con il paese della valle Po. 

Le due opere realizzate con precisione e maestria dalla pittrice Marilisa Giordano, sulla casa nel centro del paese a poca distanza dal Municipio, rappresentano non solo un tributo familiare, ma anche un patrimonio di memoria condiviso dai revellesi. 

Il primo raffigura la Madonna del Rosario del pittore Giovanni "Netu" Borgna, immagine presente sulla facciata della chiesa Confraternita adiacente all'abitazione e al laboratorio dove Stefano Miretto ha esercitato per decenni la professione di orologiaio. 

Una scelta tutt'altro che casuale: "Mio papà – spiega la figlia Nadia - raccontava che, dopo le numerose rapine subite nel negozio tra gli anni '70, '80 e '90, era rimasto in vita grazie alla protezione della Madonna del Rosario. Una devozione profonda lo ha accompagnato per tutta la sua esistenza, così come quella di mia mamma, oggi trova espressione in questo dipinto che vuole essere un simbolo di fede, speranza e riconoscenza

Il secondo dipinto è invece dedicato alla figura proprio di Stefano Miretto che tutti i revellesi e i clienti del negozio hanno sempre chiamato in dialetto piemontese 'Teulin l'Arlugè'.

L'opera lo ritrae nel suo laboratorio, circondato dagli strumenti del mestiere che hanno caratterizzato una vita trascorsa a riparare pazientemente orologi con precisione e passione. Un'immagine che restituisce il volto autentico di un uomo stimato, il cui laboratorio era diventato negli anni un punto di riferimento non soltanto per la qualità del lavoro svolto, ma anche per la disponibilità e l'umanità con cui accoglieva ogni cliente. 

I due murales rappresentano molto più di un semplice omaggio artistico. Sono un invito a custodire la memoria di due persone che hanno lasciato un segno importante nella famiglia e nella vita revellese. Grazie all'iniziativa della figlia Nadia, il loro ricordo continuerà a vivere anche attraverso queste opere, che arricchiscono il patrimonio artistico del paese e offrono a residenti e visitatori l'occasione di conoscere una storia profondamente intrecciata con quella di Revello.

L'attività di Stefano Miretto, ereditata dal padre che era emigrato in Svizzera per apprendere l'arte orologiaia, non si limitava alla vendita e alla riparazione di orologi e gioielli in oro e argento. Nel suo laboratorio trovavano spazio anche la riparazione di macchine da scrivere e da cucire, oltre alla vendita di occhiali da vista. "Teulin" era inoltre conosciuto in tutta la valle Po come tassista e come imprenditore nel settore della lavorazione delle pietre preziose tanto che negli anni '70 aveva infatti aperto una fabbrica specializzata in questa attività.

"Mio padre – continua la figlia Nadia – era una personalità poliedrica, costruita nel corso di una lunga vita sui valori dell'onestà, della professionalità e della costante volontà di guardare al futuro, accettando le sfide e cercando sempre di migliorarsi". 

Sono numerosi i revellesi e le persone provenienti anche dai paesi vicini che conoscevano 'Teulin' e, in questi giorni, osservando i murales appena completati, li hanno definiti dei veri capolavori. Ma, soprattutto, quelle opere hanno riportato alla memoria tanti momenti di vita condivisi con lui in negozio. Viene ricordato come una persona "eclettica, dotata di una manualità fuori dal comune, oggi sempre più rara nell'era del digitale". 

Custodire la memoria dei propri genitori attraverso un segno così tangibile significa non lasciarne svanire il ricordo, ma dare forma alla gratitudine. I due murales voluti dalla figlia Nadia rappresentano proprio questo: un ringraziamento destinato a durare nel tempo, affinché la storia di Stefano Miretto e Domenica Fraire continui a essere raccontata anche alle future generazioni.

Anna Maria Parola