Attualità - 24 luglio 2026, 20:12

Calcio giovanile e impiantistica sportiva, confronto in Provincia tra i principali Comuni del Cuneese

Gli assessori allo sport dei maggiori centri della Granda si sono riuniti con il consigliere provinciale Pietro Danna per condividere criticità, prospettive e proposte per il futuro dello sport territoriale

Il consigliere Danna con gli assessori comunali che hanno preso parte al confronto in Provincia su calcio giovanile e impiantistica sportiva

Calcio giovanile, impiantistica sportiva, sostegno alle società dilettantistiche e ruolo educativo dello sport sono stati al centro dell’incontro promosso nella sede della Provincia su iniziativa dell’assessore allo sport del Comune di Mondovì, Alessandro Terreno. Il confronto ha riunito gli assessori allo sport dei principali centri della Granda insieme al consigliere provinciale con delega allo sport Pietro Danna, con l’obiettivo di avviare un percorso condiviso sulle prospettive dello sport territoriale e, in particolare, del calcio giovanile.

Al tavolo erano presenti, oltre al rappresentante della Città di Mondovì, il consigliere provinciale Pietro Danna, gli assessori allo sport dei Comuni di Cuneo, Valter Fantino, e di Fossano, Danilo Toti, e l’Assessore ai lavori pubblici del Comune di Bra, Walter Gramaglia.

Il confronto ha permesso di approfondire le principali problematiche che interessano gli enti locali con riguardo all’impiantistica sportivo, con speciale riferimento agli impianti dedicati al calcio, e le società sportive, a partire dalla necessità di programmare nuovi investimenti sulle strutture e dal sostegno alle attività giovanili. Nel corso dell’incontro è emersa una criticità sempre più evidente: mentre il calcio professionistico rappresenta uno dei settori sportivi economicamente più rilevanti del Paese, molte realtà giovanili e dilettantistiche devono fare i conti con costi crescenti, impianti non sempre adeguati, difficoltà nel sostenere le spese ordinarie e tecnici che operano spesso soprattutto grazie alla passione e al volontariato.

La riflessione ha posto l’attenzione anche su un tema culturale più ampio. Investire nel calcio giovanile non significa soltanto sostenere il primo livello del movimento sportivo, ma contribuire alla crescita delle comunità. Le società sportive, infatti, rappresentano presìdi educativi nei quali bambini e ragazzi imparano il rispetto delle regole, la disciplina, la collaborazione, il rispetto dell’avversario, l’inclusione e il senso di responsabilità. In questa prospettiva, lo sport diventa uno strumento fondamentale di formazione personale e cittadinanza, capace di affiancare famiglie, scuole e istituzioni nel percorso di crescita delle nuove generazioni.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al valore sociale dello sport di base. Una società che accoglie bambini e ragazzi nei propri impianti non offre soltanto un’attività sportiva, ma genera benefici per l’intera comunità, contribuendo a contrastare sedentarietà, isolamento sociale, disagio giovanile, dispersione scolastica e comportamenti a rischio. Per questo motivo, è stata condivisa la necessità di considerare il sostegno alle società sportive non come una semplice voce di spesa, ma come un investimento strategico sul benessere, sulla prevenzione e sulla coesione sociale del territorio.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre richiamato il confronto con alcune esperienze europee, dove il settore giovanile è sostenuto attraverso programmazione di lungo periodo, centri sportivi moderni, formazione continua degli allenatori, collaborazione tra scuole, federazioni e società e politiche stabili di investimento nei vivai. Elementi che, secondo i partecipanti, possono offrire spunti utili anche per il territorio cuneese, chiamato a rafforzare la capacità di coordinamento tra Comuni, associazioni, realtà sportive e istituzioni.

Dalla riunione è emersa la volontà condivisa di consolidare il dialogo tra i principali centri della Granda e di costruire un percorso unitario capace di rappresentare le esigenze del territorio.
L’obbiettivo è quello di instaurare un tavolo di concertazione permanente al fine di realizzare un dossier condiviso da presentare ai rappresentati dei diversi livelli politici ed istituzionali del territorio e non solo, coinvolgendo in tale dialogo anche le federazioni ed il CONI.

"L’incontro rappresenta un primo passo verso la costruzione di un confronto stabile tra i principali Comuni del territorio sui temi dello sport e dell’impiantistica sportiva. È importante fare rete, condividere criticità ed esperienze e individuare strategie comuni per sostenere le società sportive, che svolgono un ruolo fondamentale per le nostre comunità. Investire nello sport giovanile significa investire nei ragazzi, nella loro crescita educativa e nella qualità della vita dei nostri territori. Per questo motivo vogliamo continuare a lavorare insieme, favorendo il dialogo tra amministrazioni locali, associazioni e realtà sportive, affinché il Cuneese possa affrontare in modo coordinato le sfide legate agli impianti, alla formazione e al sostegno dell’attività di base", dichiara il consigliere provinciale con delega allo sport Pietro Danna.

"Ringrazio il consigliere provinciale Pietro Danna per aver accolto il mio invito ad avviare un dialogo ad ampio respiro sul calcio giovanile e sulla relativa impiantistica – il commento dell’assessore allo Sport del Comune di Mondovì Alessandro Terreno – e ringrazio ovviamente i colleghi delle altre città della provincia di Cuneo per aver condiviso l’urgenza di iniziare un percorso di riflessione e di confronto allargato su tematiche fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi. Lo sport italiano sta vivendo un periodo in chiaroscuro, dove ai successi individuali e di gruppo in alcune discipline come il tennis o la pallavolo, si contrappongono i reiterati insuccessi del mondo calcistico, che resta comunque lo sport più popolare e praticato. Credo che con questa consapevolezza le Amministrazioni locali debbano lavorare per favorire la ripartenza di un intero movimento sportivo, che non può tuttavia prescindere da specifici investimenti strutturali. In un’epoca complicata e nebulosa per le nuove generazioni, lo sport può davvero rappresentare un veicolo di maturazione individuale e comunitaria. A noi amministratori, allora, l’obbligo morale di creare le condizioni migliori affinché tale crescita possa concretizzarsi nel quotidiano".

comunicato stampa